Laura Marino

Nome della scuola: 
I.C. n.7 "Enzo Drago"
Città: 
Messina
Regione: 
Sicilia
Disciplina/e Insegnata: 
Tecnologia
Descrivere la propria storia di educatore, di impegno, innovazione e determinazione legata al proprio contesto scolastico: : 
Sono docente di tecnologia di ruolo solo da tre anni presso l’I.C. Enzo Drago di Messina (scuola secondaria di I grado) ma la mia storia di educatore ha radici molto profonde che si fondono su tre ambiti specifici: lo scoutismo, l’esperienza nei Paesi in Via di Sviluppo e la tecnologia. Nel 1997, dopo aver ultimato il mio cammino scout come educanda, ho scelto di mettermi al servizio dei giovani all'interno dell'AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani). L’essere capo scout – educatore prevede due aspetti fondamentali: 1. Formazione continua per i capi. 2. Stare in mezzo ai ragazzi proponendo attività di crescita concrete che hanno la loro base sull'esperienza (esperienza-simbolo-concetto) Vivere questa doppia dimensione di formarsi per crescere e per far crescere è un aspetto che ha avuto una ricaduta diretta nella mia professione. L'esperienza scout, lo stare in mezzo ai giovani e spendersi per loro, ascoltando le loro esigenze è alla base dell'impostazione della mia professione. Durante le diverse esperienze vissute in ambito scout ho conosciuto tante realtà di volontariato e ho acquisito e sviluppato buone capacità di ascolto, soprattutto dei giovani. Ho sviluppato un ottimo spirito di adattamento e una buona capacità a lavorare in squadra. Queste esperienze hanno sviluppato in me una buona capacità di problem solving e una buona capacità di relazionarmi con tutti che provo a mettere continuamente a servizio della mia comunità educante. Tra le esperienze più importanti c’è sicuramente il campo di formazione del 2010 a Barbiana, sulle orme di don Milani. Ho portato 20 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 20 anni lì nella scuola di Barbiana e guidati da Michele Gesualdi, allievo di don Milani, abbiamo ascoltato testimonianze e vissuto e sperimentato la scuola di Barbiana, modello educativo-pedagogico fondamentale. Leggere sulla parete della scuola di Barbiana I CARE è stato per me folgorante. “È il motto intraducibile dei giovani americani migliori. "Me ne importa, mi sta a cuore". È il contrario esatto del motto fascista "Me ne frego". È un motto che ho fatto mio: mi sta a cuore quello che succede nel mondo, vicino e lontano da me, mi sta a cuore il futuro dei giovani che frequentano la nostra scuola. Da questa esperienza ho capito che solo se mi sta a cuore qualcosa sarò motivata e darò la giusta motivazione a leggere, studiare, approfondire quello che mi circonda. Se mi sta a cuore una cosa... me ne sentirò anche responsabile...ed è l’arma contro l’indifferenza che a volte colpisce adulti e giovani. A questa esperienza si affianca il servizio e l’attenzione verso i paesi in via di sviluppo. Nel 2003 ho fatto la mia prima esperienza di volontariato in Africa. Sono stata in Benin, presso l'ospedale "La Croix" di Zinviè per la progettazione e la direzione lavori dell'ampliamento del reparto di neonatologia (sono anche architetto)Da quella esperienza è nata la collaborazione con associazioni e ONG. Dal 2003 sino al 2019 sono stata in diversi paesi in via di sviluppo: Benin, Madagascar, Sri Lanka, Albania, Senegal, Palestina, ecc. In questi paesi ho svolto servizio come architetto, realizzando progetti di architettura e seguendo alcuni cantieri. Una famosa foto di Bruce Chatwin ritrae Maria Reiche sulla sommità di una scala di alluminio nel mezzo del deserto: la matematica e geografa tedesca girava nel deserto peruviano e saliva sulla scala di alluminio, che si portava sulle spalle, per vedere dall’alto quello che il punto di vista ordinario non permetteva di riconoscere. La sequenza di pietre che a un metro e mezzo di altezza non avevano alcuna forma, dalla sommità della scala, quindi da un’altra prospettiva, assumevano forme e segni che Maria Reiche cercava di identificare e misurare. Erano le linee di Nazca. Le mie occasioni di servizio in contesti molto diversi, come la lettura di un libro, un viaggio, l’incontro con qualcuno, sono esperienze che si possono trasformare in occasioni per vedere il mondo in modo diverso....per guardare, anche le cose che già sappiamo, da un’altra prospettiva. Nelle dinamiche educative ritengo che questo sia fondamentale... e il famoso film “L’attimo fuggente” ce lo ricorda. Venire a contatto con realtà molto diverse dalla mia mi ha permesso di sviluppare un ottimo spirito di adattamento. Da queste esperienze ho imparato a guardare l'altro con occhi diversi, ho capito che è fondamentale cambiare il proprio punto di vista se si vuole comprendere veramente una realtà molto diversa dalla propria e dare delle risposte adeguate. E questo è l’approccio che provo a mettere in campo quotidianamente con i colleghi e con i miei alunni. Il terzo punto è la tecnologia, la mia mia materia: la tecnologia, vecchia e nuova, deve essere vissuta come uno strumento al servizio dell’uomo e della collettività e in questi due anni ho imparato, insieme ai miei alunni, come le tecnologie all’interno della scuola possono accorciare quelle distanze che il covid ci ha imposto.
Descrizione di come è stata affrontata l’emergenza da COVID-19 con i propri studenti:: 
L’emergenza COVID ha spaventato un po’ tutti ma io ho cercato cogliere questo momento di difficoltà come una OPPORTUNITA’. A inizio pandemia, nel mese di marzo 2019, quando eravamo in piena emergenza, ho proposto alla mia Dirigente Scolastica, la prof.ssa Giuseppa Scolaro, di prestare la stampante 3D della nostra scuola al FAB LAB di Messina. Lei ha subito detto di si. Noi non potevamo utilizzare la stampante 3D e il nostro Atelier Creativo perché eravamo tutti in Didattica a Distanza ma abbiamo risposto alla Call “Open Mask Sicilia” in maniera indiretta e oltre a prestare per tutto il periodo del lockdown la nostra stampante 3D la scuola ha donato più di 13 bobine di filamento per la realizzazione di mascherine e sdoppiatori a “Y” per gli ospedali di Messina e provincia. https://www.facebook.com/fablabmessina/photos/a.547987792000850/1812975318835418/ Il COVID ci ha privato delle gite di istruzioni ma abbiamo colto le proposte del CODEMOOC che organizzava delle gite di istruzione online i CodyTrip http://codemooc.org/codytrip/. Con i miei alunni abbiamo messo in piedi un’agenzia di viaggi e, utilizzando la piattaforma Gsuite messa a disposizione della scuola per la Didattica a Distanza abbiamo pianificato il viaggio con destinazione Urbino. Gli alunni hanno studiato i vari mezzi di trasporto per raggiungere Urbino, studiato le coincidenze, proposto i menù per il viaggio, con google moduli hanno attivato dei sondaggi per acquisire informazioni utili, hanno realizzato locandine multimediali, utilizzato wordcloud, qrcode, ecc.. I ragazzi hanno sperimentato che si può lavorare in gruppo anche a distanza…grazie alla tecnologia. https://drive.google.com/file/d/15AlcCfj51ux9RyfEzj_lTBnzXtlnbm5h/view?usp=sharing Poi ho proposto la partecipazione a un concorso fotografico “Riciclick”: è stata l’occasione per attivare un laboratorio di fotografia utilizzando lo smartphone che ha fatto comprendere come è possibile utilizzare un oggetto per loro comune come strumento creativo e artistico. I ragazzi hanno risposto in maniera entusiasmante con ottimi risultati. Poi abbiamo sperimentato anche la tecnologia di Arduino per realizzare un kit che verifica la qualità dell’aria indoor con un sensore. Queste sono solo alcune delle attività svolte in ambito curriculare con le classi prime, seconde e terze.
Descrivi la tua visione di educazione per il futuro: 
La mia visione di educazione per il futuro….. sicuramente non si potrà prescindere dalle nuove tecnologie, dal digitale, dall’Intelligenza Artificiale, dal mondo che le nuove risorse digitali ci faranno scoprire….ma ritengo che tutto questo deve essere vissuto come ricchezza ma soprattutto come strumento per conoscere di più, per aprirci all’altro, per abbattere le diseguaglianze, per avvicinarci agli altri e soprattutto a chi ne ha più bisogno. Le tecnologie ci possono aiutare a recuperare quel tempo che il COVID ci sta rubando….il tempo di stare a contatto con gli altri. Credo nella tecnologia….ma credo che comunque “L’educazione è questione di cuore”.