QUESTA VOLTA TOCCA A NOI!

Nome della scuola: 
IC Viale Dei Consoli, Roma
Paese: 
Italia
Regione: 
Lazio
Città: 
Roma
Link al Video di presentazione: 
https://drive.google.com/open?id=1ei3QeUypeG6bCIqTfDMNSOWqcqjiliiL
Descrizione del lavoro educativo innovativo e inclusivo: 
Il seguente progetto ha come destinatari i bambini di una seconda elementare; l’obiettivo è quello di far progettare e realizzare autonomamente agli alunni un percorso per Bee Bot. PREREQUISITI: - veicolare significati matematici quali posizione, orientamento e dinamismo; - saper interagire con un giocattolo programmabile - saper programmare attraverso l’utilizzo dei vari tasti-funzione tasti-freccia -pause- clean- tasto-go (introduzione al linguaggio della programmazione usando gli step della Fase-Azione- Prova) - saper rivedere e correggere le procedure adottate senza paura di sbagliare - saper inventare sistemi di notazione- linguaggi di programmazione - saper misurare grandezze utilizzando sia unità arbitrarie sia unità e strumenti convenzionali OBIETTIVI: - saper progettare; - saper programmare - essere in grado di prevedere la possibilità di un imprevisto e trovare soluzioni possibili (problem solving); - saper prevedere e valutare l'efficacia di un’ipotesi; - saper ri-progettare a partire dall'errore mediante una verifica Il gruppo classe ha già familiarizzato con l’apina robot esercitandosi su percorsi dati (la fattoria, le figure geometriche, la città). Il progetto è stato presentato come una vera e propria sfida: “Avete, fino ad oggi, utilizzato percorsi fatti da altri per programmare e far muovere Bee Bot; riuscireste a disegnare voi stessi un percorso pensando alle tematiche che vorreste inserire e al tragitto che vorreste far realizzare all’ape robot?” Gli alunni si sono subito dimostrati entusiasti e pronti per affrontare questo nuovo compito che li vedeva protagonisti del loro stesso apprendimento. La classe è stata divisa in cinque gruppi eterogenei sia per livelli di apprendimento che per modalità di approccio al lavoro di gruppo; ogni gruppo ha scelto un colore che lo identificasse (rosso, beige, nero, oro e argento). PRIMA FASE (SPERIMENTAZIONE): è stato consegnato ad ogni gruppo un foglio completamente bianco sul quale potevano disegnare il percorso. Gli alunni hanno iniziato con la convinzione che fosse facile realizzarlo e, in questa fase, si sono preoccupati esclusivamente di dare forma al percorso senza prendere in considerazione altri elementi problematici, come, per esempio, il dover verificare l’ampiezza del passo di Bee Bot per la costruzione del reticolo sul quale l’ape robot si sarebbe dovuta spostare. Quando hanno capito che Bee bot non poteva percorrere i quadrati da loro disegnati in modo corretto, si sono chiesti come poter risolvere il problema e hanno iniziato con il righello a misurare l’ampiezza del passo di Bee Bot (15 cm). SECONDA FASE (RISOLUZIONE DEI PROBLEMI): gli alunni hanno chiesto all’insegnante la possibilità di utilizzare fogli quadrettati (da loro conosciuti per altri progetti) in modo che potessero più facilmente disegnare il percorso. Sono stati forniti fogli con quadretti da 1 cm e hanno iniziato la realizzazione del percorso, pensando sia alla disposizione spaziale che alla tematica. Il lavoro doveva essere anche curato dal punto di vista artistico (colori, disegni…) TERZA FASE (VERIFICA E COLLAUDO): finalmente dopo tanto lavoro, gli alunni hanno potuto ammirare il prodotto realizzato e verificare la validità del loro lavoro; hanno, infatti, programmato Bee Bot in modo che raggiungesse correttamente un obiettivo da loro richiesto. Tale progetto utilizza il robot Bee Bot per costruire percorsi attraverso una metodologia induttiva nell'ambito di un ambiente di apprendimento autocorrettivo che permette agli alunni di fare ipotesi, trovare soluzioni, collaudare, valutare il lavoro fatto e sviluppare una mente creativa. Una volta che il percorso è stato costruito, gli alunni programmano il robot che diviene uno "strumento fisico" per la verifica sperimentale dei progetti. Tale progetto è innovativo perché permette agli alunni non solo di programmare il robot e di utilizzare il linguaggio computazionale, ma utilizza tale strumento per la progettazione di percorsi totalmente nuovi creati dagli alunni che diventano protagonisti del processo di apprendimento. Si cerca di attivare negli alunni processi di metacognizione al fine di renderli consapevoli di ciò che si sta facendo e delle ragioni per cui si attuano alcune scelte piuttosto di altre. Ciò aumenta l'autostima dell'alunno che si rende conto di essere capace autonomamente di risolvere problemi e raggiungere obiettivi. L'aspetto tecnologico è l'utilizzo della robotica educativa quale mezzo per favorire e motivare gli studenti allo studio, in questo caso, della matematica e della geometria. Tale progetto interagisce con circa 20 alunni della scuola primaria Le aspettative future sono di poter sperimentare nuovamente metodologie innovative e motivanti per gli alunni e di divulgare le esperienze fatte.