alfabetizzazione digitale

Green Geek School Education

Paese, Città/Regione
Paese: 
Italy
Città/Regione: 
Varese
Organizzazione
Nome dell'organizzazione: 
Green Geek
Tipo dell'organizzazione: 
Association
Sito Web
www.andrealatino.it/gse
Tipo di progetto
Educazione da 16 a 18 anni
Descrizione del progetto
Descrivete il vostro progetto con una frase (max. 500 caratteri): 
Portare la cultura dell'innovazione scuola per scuola, in Italia.
Riassunto del progetto (max. 2000 caratteri): 
L'idea è nata da Andrea Latino (21 anni) nel febbraio del 2011. I dati sempre più allarmanti relativi alla mancanza di capacità e competenze digitali da parte degli italiani, ed in particolare dei cosiddetti "nativi digitali", mi hanno portato a riflettere su tutte le occasioni che i miei coetanei - e non solo - rischiavano di perdere, dal punto di vista personale, culturale e lavorativo. Non è difficile riconoscere oggi le potenzialità della tecnologia, non soltanto negli specifici campi di applicazione, ma anche all’interno del contesto sociale: i suoi prodotti sono diventati componenti indispensabili della nostra quotidianità. Essi possono condizionare decisamente la nostra vita e le nostre abitudini. La tecnologia offre grandi possibilità di partecipazione, condivisione e azione, ma ancora troppo poco si sta facendo per educare i futuri cittadini non solo ad essere alfabetizzati a livello informatico, ma alfabetizzati alla democrazia, alla partecipazione, al rispetto, alla cura e alla responsabilità per se stessi, la propria città e il proprio Paese e ad un uso consapevole delle tecnologie che oggi sono a nostra disposizione per questi fini. Per questo, nel marzo del 2011, mi sono unito a Green Geek, l'associazione no profit già protagonista con Wired di "Sveglia, Italia!", la campagna nazionale che ha portato il WiFi libero e gratuito in 150 comuni del Paese. Al suo interno, in totale indipendenza e autonomia, ho lanciato GSE - Green Geek School Education, mosso dal profondo convincimento di aver avuto molto dal Paese che mi hanno cresciuto, e di voler restituire il più possibile. GSE è un progetto educativo che ha come target gli studenti di scuole superiori; ​il suo fine ultimo è quello di stimolare il desiderio a impegnarsi nel campo dell’innovazione e di diffonderne la cultura. Con le mie sole forze, gratuitamente, sottraendo tempo agli studi e al lavoro, ho cominciato a prendere contatti con alcune scuole nella provincia di Varese e a "testare l'idea" su gruppi ristretti di ragazzi, ottenendo una risposta positiva fuori da ogni mia aspettativa. Nei mesi successivi, il progetto è cresciuto e ha dimostrato tutta la sua profonda validità, sviluppandosi in 6 scuole e coinvolgendo più di 2400 studenti nella sola provincia di Varese, ed ottenendo grandiosi risultati. Nel marzo del 2012 una nuova, preziosissima collaboratrice si è affiancata a me: Viviana Premazzi, 31 anni, ricercatrice del FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull'immigrazione). Insieme abbiamo espanso gli obiettivi del progetto, puntando al far conoscere e sperimentare ai giovani pratiche di cittadinanza digitale, in maniera tale che possano diventare attori formati e consapevoli, capaci di fare la loro parte per costruzione bene comune, e d'esercitare i propri diritti politici sfruttando la Rete.
Da quando è funzionante il vostro progetto?
03/2011
Obiettivi ed elementi di innovazione
Quali sono gli obiettivi specifici del progetto e quali sono i mezzi usati per raggiungerli?: 
GSE è un progetto educativo che ha come target gli studenti di scuole superiori; ​il suo fine ultimo è quello di stimolare il desiderio a impegnarsi nel campo dell’innovazione e di diffonderne la cultura. È costituito da interventi della durata di circa due ore direttamente nelle scuole, atti ad educare i “nativi digitali” ad un uso consapevole ed efficace delle nuove tecnologie, nonché al diffondere una vera “cultura dell’innovazione” che parta da alcune basi concettuali utili a comprendere il mondo dell’IT e non solo. Concetti, per fare qualche esempio, come quelli di "smart city", di start-up, o della "net neutrality". Tematiche che risultano banali e scontate agli occhi degli addetti ai lavori, ma che fin troppo spesso sono ignorate dagli stessi giovani. Ulteriore obiettivo di GSE è far conoscere e sperimentare ai giovani pratiche di cittadinanza digitale, in maniera tale che possano diventare attori formati e consapevoli capaci di fare la loro parte per costruzione bene comune, ed esercitare i loro diritti politici sfruttando la Rete, soprattutto se stranieri. Le modalità attuative sono semplici: si tratta d'incontri frontali, tenuti da un ragazzo d'età molto vicina a quella degli studenti (è questo che fa la differenza, secondo noi), strutturati in maniera non lineare e multidisciplinare, condotti attraverso l’esposizione di esempi concreti applicati sul suolo nazionale ed internazionale e una dialettica fortemente improntata alla motivazione, alla valorizzazione e al mentoring di/su gruppi e individui.
Risultati
Ad oggi, quali sono i risultati raggiunti dal vostro progetto e quali sono i criteri per valutarli? (max. 2000 caratteri): 
Nei 6 incontri di GSE, sono stati coinvolti più di 2400 studenti. Al di là del numero dei partecipanti, crediamo siano due i criteri sul quale valutare i nostri risultati: il feedback scritto da parte degli stessi ragazzi, attraverso commenti e messaggi pubblico/privati sulla piattaforma Facebook, è stato oltre il 10% (più di 150). Il secondo, è il riconoscimento esterno: GSE ha chiuso tra le prime dieci posizioni delle idee più votate nella Consultazione Pubblica per l'Agenda Digitale Italiana, nonché primo della sezione "Smart cities e smart communities", suscitando l'interessamento del MIUR. Di recente è stato presentato al Torino Digital Experience Festival e al VEGA, Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia. Ne hanno parlato alcune testate tra cui Wired, Assodigitale e Ninja Marketing, ed è stato oggetto di un videocontributo da parte del Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella.
Quanti utenti interagiscono con il progetto mensilmente e in quale modo? (max. 500 caratteri): 
Gli studenti, ovvero i nostri utenti, interagiscono direttamente durante gli interventi di GSE nelle scuole, in maniera attiva e in prima persona. Hanno modo di tenersi ulteriormente in contatto attraverso una pagina sul social network Facebook e attraverso i contatti diretti con i responsabili del progetto.
Sostenibilità
Indicate la durata complessiva del progetto: 
Da 1 a 3 anni
Indicate il costo di massima del vostro progetto (in Euro): 
Meno di 10.000 Euro
Specificare: 
Autofinanziato
Ad oggi il vostro progetto si auto­finanzia?: 
Si
Da quanto tempo?: 
03/2011
Trasferibilità
Il progetto è stato replicato/adattato altrove?: 
No
Che cosa possono imparare altri soggetti dal vostro progetto? (max. 1500 caratteri): 
Crediamo che da GSE si possano imparare le seguenti cose: 1) è possibile coinvolgere giovani direttamente nell'esecuzione dei loro progetti come parti principali e attive dell'attività divulgativa ed educativa, non solo come soggetti passivi; 2) I social network sono gli strumenti principe di interazione costante e continuativa con i ragazzi, una volta apprese le dinamiche di funzionamento degli stessi, e non meri accessori; 3) Gli studenti, a nostro giudizio, hanno un terribile bisogno di essere motivati e valorizzati continuamente, poiché vengono continuamente spaventati e demotivati dall'ambiente e dal mondo che li circonda. Crediamo che senza speranza non possa esserci futuro.
Siete disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti?: 
Si
Informazioni aggiuntive
Progetti per il futuro e aspettative (max. 750 caratteri): 
Ambizione di Green Geek è quella di promuovere almeno un evento per Provincia in Italia. A tale pro, siamo in dialogo attivo con il MIUR, nonché con moltissime realtà a livello locale, per ora nel Nord del Paese. Nostro sogno nel cassetto sarebbe quello di portare GSE al Sud, dove crediamo sia ancor più importante far conoscere ai ragazzi di queste realtà, al fine di garantire loro ulteriori prospettive future. Il costo principale del progetto è rappresentato dal vitto, l'alloggio e il trasporto dei responsabili al di fuori della Lombardia. In quanto no-profit, i responsabili non percepiscono, per scelta convinta, alcun tipo di compenso.

Classe Digitale 2G

Paese, Città/Regione
Paese: 
Italy
Città/Regione: 
Italia, Piemonte, Torino
Organizzazione
Nome dell'organizzazione: 
I.I.S. “C.I. Giulio” – Torino
Tipo dell'organizzazione: 
School
Sito Web
https://sites.google.com/site/classedigitale2g/
Tipo di progetto
Educazione da 11 a 15 anni
Descrizione del progetto
Descrivete il vostro progetto con una frase (max. 500 caratteri): 
Classe Digitale e' il nostro modo di abitare il mondo contemporaneo: costruiamo la nostra conoscenza, condividiamo le nostre esperienze di apprendimento e impariamo a usare la bussola per orientarci nella realtà e nel Web.
Riassunto del progetto (max. 2000 caratteri): 
Classe Digitale 2G fa parte del progetto Scuola digitale in Piemonte ( http://www.usrpiemonte.it/scuoladigitalepiemonte/default.aspx ). Ogni allievo ha un NetBook che porta da casa a scuola. La classe e’ dotata di Wifi e video proiettore. Il setting e' costituito da una tavola rotonda attorno alla quale avvengono le “riunioni di lavoro” e da banchi rivolti al videoproiettore. Attualmente l' insegnante di italiano e storia e un’insegnante esperta di informatica animano il progetto. Le docenti di inglese e francese collaborano fattivamente. La progettazione e’ stata realizzata tenendo presente gli assi culturali che legano le singole discipline e la didattica per competenze. Punto di forza di questa impostazione e’ stata la richiesta non solo di collaborazione ma di costruzione della lezione. Allievi e insegnanti lavorano insieme per costruire la lezione. Ai docenti e’ stato chiesto uno sforzo di conoscere il mondo dei consumi mediali degli allievi, agli allievi di entrare nell’ottica che quello che per loro era uno strumento di intrattenimento e relazione tra pari, doveva diventare strumento e luogo culturale. Il fatto che tutti gli allievi abbiano un computer ha agevolato la costruzione di una comunita’ basata su un mezzo in comune, possiamo dire, una sorta di situazione di “pari opportunita’”. Infatti l'utenza dell'Istituto, proveniente dal quartiere, dalla città e dalle periferie, è eterogenea dal punto di vista socio– economico – culturale. Vi e’ una significativa presenza di alunni extracomunitari e comunitari, disabili e Dsa. Forti sono i segni di disagio adolescenziale da connettere alla disgregazione del nucleo familiare aggravata dall'attuale crisi economica. Con formazione culturale piuttosto limitata, con problemi di conoscenza della lingua e di integrazione o assorbite da preoccupazioni economiche, le famiglie in molti casi non sono in grado di supportare i figli nello svolgimento o nel controllo delle esigenze scolastiche Per queste ragioni nel nostro Istituto è prioritario un intervento puntato al recupero della fiducia in se stessi come soggetti attivi nell'apprendimento in grado si stare dentro una relazione educativa a scuola. Per l’insieme di queste ragioni la Classe Digitale IIG, che si presenta in linea con l’utenza consueta, si e’ traformata in una palestra digitale in cui tutti possono avere le stesse opportunità.
Da quando è funzionante il vostro progetto?
10/2011
Obiettivi ed elementi di innovazione
Quali sono gli obiettivi specifici del progetto e quali sono i mezzi usati per raggiungerli?: 
Alla base del progetto c’e’ la convinzione che competenze proprie delle discipline debbano essere interamente declinate nella prospettiva del lavoro nel mondo digitale e mediale seguendo le indicazioni di Lisbona, 2006 e dell’Agenda Digitale europea, una delle sette iniziative di Europa 2020. L’idea di fondo e’ che il cittadino del terzo millennio necessiti di competenze piu’ complesse e articolate per godere di tutti diritti e essere in grado di far fronte ai propri doveri in quella che e’ stata definita societa’ della conoscenza. Pertanto le competenze mediali degli allievi, frutto dei loro consumi culturali, sono state trasformate in risorse per la didattica. La scuola non puo’ opporsi ai cambiamenti congiunturali, deve adeguarsi e continuare a presiedere il livello culturale. In particolare il progetto ha puntato a mettere al servizio della scuola le compenze “social” degli allievi (tutti assidui frequentatori di Social network), la loro consuetudine all’uso dei devices, la loro frequentazioni di narrazioni sul Web (dalle serie Tv ai videogames, a Youtube) con un discorso culturale che non venisse meno alle abilita’ tradizionali: l’allievo deve scrivere ma non solo testi con la penna, deve ampliare le sue conoscenze non solo utilizzando il manuale ma anche la rete, deve essere critico di fronte alla realta’ e al Web. Questo obiettivo implica l’allargamento dell’approccio alle singole discipline per realizzare l’acquisizione di competenze trasversali. Classe Digitale 2G ha puntato a creare studenti in grado di muoversi nel mondo I-Google, che e’ freeeware che consente di discutere (Googlegroup), creare documenti e condividerli (Googledoc, ora Drive), implementare il sito (Googlesite), creare album (Picasa), fare verifiche e sondaggi (Googlemodule), costruire il proprio canale su You Tube. Naturalemente per ogni allievo e’ possibile stabilire diversi livelli di raggiungimento degli obiettivi didattici. Allo studente cosi’ alfabetizzato, in grado si muoversi in questa piattaforma dinamica, sono state poste due questioni di fondo: l’Information Retrival e la possibilita’ di produrre Learning Object. La prima implica il pieno possesso di una bussola che consenta allo studente di farsi le domande giuste: in che ambiente sono, e’ attendibile, e’ ufficiale? La seconda interpella gli allievi sulle loro consuetudini. Sono fruitori di materiali in rete, come possono utilizzare la loro competenza per costruire prodotti che esprimano delle idee personali e magari originali? Il progetto Classe Digitale 2G si e’ mosso nella direzione dell’acquisizione dello spirito critico e dell’affinamento delle competenze gia’ pronte negli studenti in una precisa chiave di Multiliteracy.
Risultati
Ad oggi, quali sono i risultati raggiunti dal vostro progetto e quali sono i criteri per valutarli? (max. 2000 caratteri): 
Tutti gli allievi della Classe Digitale 2G hanno ottenuto un livello minimo di alfabetizzazione digitale. Tutti sono in grado di muoversi nel mondo Igoogle, a livelli diversi. Tutti ha turno hanno fatto gli Webmaster del sito e hanno creato un Lerning Object con Prezi o WMM. I criteri di valutazione sono sia quantitavi sia qualitativi. Essendo la classe continuamente connessa, gli insegnanti possono quantificare gli interventi degli allievi nel Googlegroup e controllare sempre il rispetto delle consegne dei Googledoc e eventuali correzioni dei documenti. I documenti condivisi consentono di valutare i loro progressi. Sul piano qualitativo la realizzazione di alcune unita’ di lavoro ha consentito di valutare l’apprendimento degli allievi sia in ambito disciplinare sia di Multiliteracy. Valga a esempio la costruzione di Classe in giallo, un ebook con la raccolta di racconti gialli realizzati dagli allievi. La classe ha seguito un corso in modalita’ blended. Le varie fasi della stesura hanno consentito di introdurre miglioramenti nei testi, valutare i progressi nella specifica compentenza dell’ asse culturale linguistico. Inoltre in classe di si e’ costitutita una redazione che ha fatto l’editing. L’ebook e’ presente nel sito. In sostanza, pur rimanendo difficile fare il punto sulla valutazione, e’ evidente che la creazione della relazione in rete con gli allievi consente di applicare la valutazione formativa. Tutti gli allievi hanno fatto progressi rispetto al loro punto di partenza.
Quanti utenti interagiscono con il progetto mensilmente e in quale modo? (max. 500 caratteri): 
Tutta la classe - 22 allievi – non meno di due volte al giorno. Una da scuola e una da casa
Sostenibilità
Indicate la durata complessiva del progetto: 
Da 1 a 3 anni
Indicate il costo di massima del vostro progetto (in Euro): 
Da 10.001 a 30.000 Euro
Ad oggi il vostro progetto si auto­finanzia?: 
No
Da quanto tempo?: 
07/2012
Quando prevedete che diventi autosufficiente?: 
09/2013
Trasferibilità
Il progetto è stato replicato/adattato altrove?: 
Si
Dove? In che modo?: 
Nella stessa scuola, con l’esperienza di Classa Digitale 2G ma senza finanziamenti, abbiamo progettato Classe Digitale ID. Utilizzeremo la LIM e, se sono presenti, devices degli allievi. Nella scuola inoltre abbiamo progettato GiulioinDigitale, che e’ un corso di formzazione per tutti gli insegnanti per sperimentare la piattaforma social Googleapps e quella di elearning OpenClass di Pearson.
Che cosa possono imparare altri soggetti dal vostro progetto? (max. 1500 caratteri): 
A far entrare il mondo contemporaneo nella scuola senza perdere la specificita’ culturale propria della scuola
Siete disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti?: 
Si
Informazioni aggiuntive
Ostacoli e soluzioni (max. 1000 caratteri): 
Difficolta’ con la rete WIFI. La scuola ha una rete debole e dedicata solo agli uffici e alla Classe Digitale. Andrebbe potenziata. Difficolta’ con il Consiglio di Classe. Alcuni colleghi non hanno partecipato al progetto. Non e’ semplice coinvolgere i colleghi quando non c’ e’ alcun incentivo sul piano economico. Chi ha lavorato, ha lavorato tantissimo senza alcun riconoscimento economico. Ovviamente non tutti ci sono stati.
Progetti per il futuro e aspettative (max. 750 caratteri): 
Per la Classe digitale 2G continuare il lavoro svolto, introducendo le piattaforme Goggleapps e Open Class. Lavorare nella direzione dell’uso e riuso delle immagini in rete e attivare di piu’ la partecipazione digitale degli allievi. Quello che ci servirebbe sarebbe avere a disposizione dei fondi per fare altre classi digitali nella scuola e per mettere la WIFI in tutta la scuola.

Franco S. Una voce da Buchenwald

Paese, Città/Regione
Paese: 
Italy
Città/Regione: 
Bari/ Puglia
Organizzazione
Nome dell'organizzazione: 
III Circolo Didattico Mazzini - Bari
Tipo dell'organizzazione: 
School
Specificare: 
Scuola Primaria
Sito Web
http://www.scuolamazzinibari.it/
Tipo di progetto
Educazione fino a 10 anni
Descrizione del progetto
Descrivete il vostro progetto con una frase (max. 500 caratteri): 
Franco S., Una voce da Buchenwald... Ricordare per non dimenticare.
Riassunto del progetto (max. 2000 caratteri): 
Il progetto rientra nella progettualità d'istituto ed ha coinvolto gli alunni in un percorso di formazione volto a far condividere i più alti valori della civiltà e il senso profondo delle differenze culturali e religiose; infatti, l'analisi della situazione attuale, ci spinge a non abbassare la guardia circa l'educazione ai principi della convivenza democratica e della tolleranza. Il video realizzato è il risultato di un percorso di ricerca, partito da una storia letta nel libro "Sotto i cieli d'Europa" di F. Sessi e conclusosi con l'approccio diretto alla testimonianza, nella persona di Franco Schonheit, protagonista della storia, che ha potuto ricostruire, insieme ai ragazzi, il finale. La storia racconta la vita di un ragazzo di 16 anni, Franco, negli anni della persecuzione degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, dalla sua deportazionenei campi di concentramento di Fossoli e di Buchenwald, fino alla sua liberazione e al suo ritorno a casa. Il racconto è stato rielaborato nella doppia versione cartacea e digitale, sotto forma di cartone animato. La storia è stata divisa in sequenze, il racconto è stato trasformato in diario e i bambini hanno disegnato tutte le scene che accompagnavano i testi. Nell’album sono state inserite anche foto, immagini e documenti per evidenziare il lungo e laborioso lavoro di ricerca storica sotteso alla produzione. I disegni sono stati rielaborati in digitale con il software i-Cartoon, già utilizzato dai bambini per altri progetti multimediali. Successivamente, sono stati animati i personaggi ed i bambini hanno dato voce ai dialoghi, scritti da loro in precedenza.Tutti gli alunni delle due classi quarte hanno dato il loro contributo personale alla costruzione di un cartone animato, attraverso la realizzazione di disegni, la costruzione dei testi, i dialoghi, il doppiaggio.
Da quando è funzionante il vostro progetto?
10/2010
Obiettivi ed elementi di innovazione
Quali sono gli obiettivi specifici del progetto e quali sono i mezzi usati per raggiungerli?: 
Il progetto ha permesso di far acquisire un metodo critico di lettura di un testo e la sua collocazione in un contesto storico- sociale; di saper utilizzare le fonti orali e scritte; di sperimentare e utilizzare tecniche multimediali per rendere fruibili anche argomenti "difficili". L’innovazione di questo percorso è legata alla realizzazione di un cartone animato che, con molta delicatezza, ha presentato ai bambini l’argomento della Shoah: la storia raccontata, pur nella sua tragicità, è comunque una storia a lieto fine, il cui protagonista, allora giovane ragazzo deportato, è ancora vivente e ha potuto conoscere gli alunni a Bari, in un incontro denso di profonda emozione per tutti.
Risultati
Ad oggi, quali sono i risultati raggiunti dal vostro progetto e quali sono i criteri per valutarli? (max. 2000 caratteri): 
Il progetto vuole fornire alle nuove generazioni gli strumenti, anche empirici, per riflettere su cosa l’umanità è stata in grado di fare nei confronti di milioni di persone innocenti. Il monito trasmesso agli alunni è: “RICORDARE PERCHÉ NON ACCADA MAI PIÙ’. Attraverso lo studio delle vicende storiche, si promuove una cittadinanza attiva e consapevole e la realizzazione di una pacifica convivenza che contrasti ogni pregiudizio e razzismo.
Quanti utenti interagiscono con il progetto mensilmente e in quale modo? (max. 500 caratteri): 
Attualmente interagiamo con i visitatori del nostro sito ufficiale; inoltre il cartone animato è stato tradotto anche in lingua inglese al fine di renderlo fruibile da un maggior numero di utenti, anche stranieri. Il prodotto multimediale è stato concesso alle scuole che ne hanno fatto richiesta. I docenti responsabili del progetto, inoltre, fanno parte del gruppo di studio, promosso dal MIUR e dall'Ufficio Scolastico Regionale Puglia, sulla Didattica dalla Shoah.
Sostenibilità
Indicate la durata complessiva del progetto: 
Da 1 a 3 anni
Indicate il costo di massima del vostro progetto (in Euro): 
Meno di 10.000 Euro
Ad oggi il vostro progetto si auto­finanzia?: 
Si
Da quanto tempo?: 
10/2010
Trasferibilità
Il progetto è stato replicato/adattato altrove?: 
No
Che cosa possono imparare altri soggetti dal vostro progetto? (max. 1500 caratteri): 
Il cartone animato realizzato consente di sensibilizzare e coinvolgere anche tutti gli altri alunni delle classi di Scuola Primaria e delle sezioni di Scuola dell’Infanzia, i quali ne utilizzano la visione per affrontare le tematiche connesse alla Shoah, insieme ai loro docenti. La visione del cartone animato, inoltre, è adatta anche ai ragazzi della Scuola Secondaria di I grado, come approccio allo studio del periodo storico connesso alla promulgazione delle leggi razziali e alla persecuzione degli Ebrei in Italia e per superare discriminazioni e pregiudizi.
Siete disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti?: 
Si
Informazioni aggiuntive
Ostacoli e soluzioni (max. 1000 caratteri): 
La realizzazione del progetto non ha presentato grandi ostacoli, perchè tutti i soggetti partecipanti sono stati coinvolti emotivamente e hanno collaborato senza riserve alla elaborazione del prodotto multimediale. Le difficoltà hanno riguardato, soprattutto, la ricerca delle fonti scritte e le modalità per rintracciare il protagonista del racconto, della cui esistenza si erano perse le tracce.
Progetti per il futuro e aspettative (max. 750 caratteri): 
Vorremmo diffondere maggiormente la "cultura" della Shoah attraverso uno studio attento e serio degli eventi passati e, da questa "brutta lezione di storia", imparare a rispettare l'altro e il diverso. Questo percorso è già inserito nel curricolo del nostro istituto e sarebbe auspicabile che divenga parte integrante di altri curricoli coinvolgendo altri ordini di scuola; per far ciò sarebbe auspicabile la realizzazione di un luogo virtuale dove interagire e collaborare per superare ostacoli e pregiudizi.

A Mundzuku Ka Hina, laboratorio di comunicazione

Paese, Città/Regione
Paese: 
Mozambique
Città/Regione: 
Bairro (Quartiere) Hulene B, Maputo
Organizzazione
Nome dell'organizzazione: 
Lab. A Mundzuku Ka Hina/Associazione Basilicata-Mozambico Onlus "Padre Prosperino Gallipoli". Matera, Italia
Tipo dell'organizzazione: 
Association
Sito Web
http://www.amundzukukahina.org
Tipo di progetto
Inserimento dei giovani nel mondo del lavoro
Descrizione del progetto
Descrivete il vostro progetto con una frase (max. 500 caratteri): 
Parole ed immagini, laboratorio di comunicazione diretto ai giovani che si procurano la sopravvivenza nella discarica di Maputo, Mozambico.
Riassunto del progetto (max. 2000 caratteri): 
Nel giugno del 2008, all'interno del pi๠vasto progetto denominato Mamma Discarica, abbiamo avviato un laboratorio di foto, video, elaborazione digitale delle immagini diretto ai giovani che raccattano la sopravvivenza nella discarica di Maputo, Mozambico. Oltre alle drammatiche emergenze alimentari e sanitarie, esiste nel paese un'emergenza culturale e di formazione che rischia di vanificare qualsiasi tentativo di sviluppo. La comunicazione digitale e l'elaborazione dei prodotti ad essa attinenti sono alla base dell'attuale sviluppo economico e culturale. La commercializzazione avviene attraverso l'immagine, la comunicazione e la gestione di internet. Nel paese l'accesso ai libri anche scolastici, a giornali, riviste o altre fonti di ricerca e formazione è praticamente negato per la quasi totalità  della popolazione. Nel nostro piccolo laboratorio la fonte primaria del materiale scolastico di supporto avviene tramite internet. Estendere questa possibilità  ai campi dell'istruzione, consentirebbe di reperire materiale di ricerca e scolastico ad un costo quasi zero, consentendo agli studenti di interiorizzare il concetto di ricerca e di acquisire dimestichezza con i linguaggi informatici. Abbiamo avviato un progetto pilota di alfabetizzazione digitale per adolescenti della discarica, orfani e bambini portatori di handicapp, ottenendo risposte positive....vedi allegato
Da quando è funzionante il vostro progetto?
07/2008
Obiettivi ed elementi di innovazione
Quali sono gli obiettivi specifici del progetto e quali sono i mezzi usati per raggiungerli?: 
Obiettivi principali: 1.Sviluppare le potenzialità  di ciascun allievo per realizzare un proprio autonomo percorso. Dare la possibilità  ai ragazzi di acquisire competenze e capacità  nel settore comunicazione per l'inserimento lavorativo in un ambito in fase di sviluppo nel paese. 2.Contribuire allo sviluppo culturale ed umano di un paese in cui l'emergenza "culturale" è prioritaria. 3.Costruire una letteratura dal basso attraverso immagini e parole. Formare i protagonisti in loco affinché acquisiscano capacità  e mezzi per rappresentare la propria realtà , divenendo gli artefici della narrazione. Problemi riscontrati: 1. Il livello scolastico in Mozambico è molto basso. La metodologia pedagogica privilegia l'insegnamento mnemonico di nozioni elementari piuttosto che cercare di innescare degli schemi interpretativi attivi. I ragazzi non hanno strumenti e confronti necessari per sviluppare la propria autonomia culturale, né un autonomo sistema di ricerca e di crescita. 2. Difficoltà  nella capacità  di sintesi. Sintetizzare due concetti in un unico assunto è problematico, così come desumere da pi๠concetti le similitudini che li contraddistinguono. 3. "L'ambiente" tende alla de-responsabilizzazione individuale e alla sudditanza verso l'autorità . Appiattimento acritico e formale su gusto/visione del mondo dell'autorità  scolastica (nel nostro caso il maestro di bottega). 4. vedi allegato
Risultati
Ad oggi, quali sono i risultati raggiunti dal vostro progetto e quali sono i criteri per valutarli? (max. 2000 caratteri): 
Sette ragazzi del laboratorio lavorano come fotografi e grafici presso giornali locali (@Verdade e Savana), o come formatori in corsi di alfabetizzazione digitale. Abbiamo prodotto diverso materiale video (documentari, video arte, video poesia), un abbondante repertorio fotografico (reportages, foto creative, etc...) grafico e letterario (raccolta di testimonianze, spaccati di vita, elaborazioni di sceneggiature, etc...) di un certo pregio. I video prodotti dal nostro laboratorio sono stati invitati a diversi festival di cinema tra cui: TFF Torino Film festival, London International Documentary Film Festival, Festival di Cinema Africano di Milano, Terra di Cinema Parigi, Tampere Film Festival, ottenendo diversi riconoscimenti e premi. Siamo stati invitati alla Biennale di fotografia di Bamako, Mali. Il reportage sui bambini di strada realizzato da un nostro allievo (che ha vissuto quell'esperienza in prima persona) ha ricevuto la menzione speciale a Fotonarrando, Roma. Abbiamo partecipato a diverse mostre fotografiche. Siamo stati invitati alla Mostra Internazionale del Libro di Maputo. La sceneggiatura per il documentario sui gruppi di danza della discarica è stata selezionata dal network televisivo italiano Rai 3 (tra i 12 selezionati su 450 progetti presentati). Servizi fotografici dei nostri allievi sono apparsi su: Reflex, rivista storica della fotografia italiana, ARTapp Rivista di arte ed architettura, Verdade, rivista di Maputo...... vedi allegato
Quanti utenti interagiscono con il progetto mensilmente e in quale modo? (max. 500 caratteri): 
Per ogni step nel laboratorio interagiscono circa 25/30 ragazzi. Agli allievi che lavorano nella discarica viene data una diaria, ai pi๠meritevoli borse di studio. A tutti viene fornita la colazione, il pranzo, l'assistenza sanitaria. I corsi di alfabetizzazione digitale a pieno regime ospiteranno tra i 50 e i 70 allievi. In Italia abbiamo avviato momenti di condivisione e partecipazione attiva presso scuole, centri sociali o culturali, parrocchie ed università . ....vedi allegato
Sostenibilità
Indicate la durata complessiva del progetto: 
Da 3 a 6 anni
Indicate il costo di massima del vostro progetto (in Euro): 
Da 75.001 a 500.000 Euro
Ad oggi il vostro progetto si auto­finanzia?: 
No
Da quanto tempo?: 
02/2012
Trasferibilità
Il progetto è stato replicato/adattato altrove?: 
No
Che cosa possono imparare altri soggetti dal vostro progetto? (max. 1500 caratteri): 
Una filosofia, una metodica pedagogica e d'intervento in realtà  simili e non solo. Un approccio che mette al centro di ogni intervento l'uomo con le sue specifiche peculiarità .
Siete disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti?: 
Si
Informazioni aggiuntive
Ostacoli e soluzioni (max. 1000 caratteri): 
Come nei laboratori artigiani, partiamo dalla pratica sul campo per poi desumere dall'analisi dei lavori i presupposti teorici, lasciando che siano gli allievi gli artefici del processo. Uno sviluppo della didattica e dei percorsi pedagogici dettato, pi๠che da un rigido programma, da ciò che quotidianamente emerge all'interno del laboratorio, dalle esigenze e dalle potenzialità  o punti deboli degli allievi. Il fine del laboratorio è l'individuazione da parte degli allievi di una propria metodologia di lavoro, lo sviluppo di processi di sintesi, di un individuale senso del gusto e dell'estetica. Oltre ad appropriarsi delle tecniche fotografiche, di ripresa o grafiche, gli allievi comprendono cosa significa narrare, costruire una storia: le immagini hanno una propria struttura narrativa, un proprio andamento ed un proprio ritmo. Una grammatica sempre in evoluzione. ...vedi allegato
Progetti per il futuro e aspettative (max. 750 caratteri): 
Impiantare una scuola/laboratorio di comunicazione che abbia continuità  nel tempo, che mantenga le stesse peculiarità  didattiche e disciplinari utilizzate finora e con lo stesso approccio umano. Diventare una scuola accreditata dalle autorità  del Mozambico, con rilascio di diplomi. Per realizzare questo laboratorio stabile servirebbero sia un budget da quantificare con un adeguato piano finanziario che una struttura pi๠articolata e dinamica per valorizzare il capitale d'esperienza finora accumulato, le relazioni sviluppate con le autorità  locali, i riconoscimenti ricevuti. Una struttura che sappia capitalizzare le offerte di collaborazione pervenuteci da professionisti della comunicazione. Auspichiamo il supporto delle autorità  locali, comunque già  promesso. E possibilmente la collaborazione con associazioni che lavorano nel campo della formazione.