Description Frase (max. 500 characters):
Piagge Mobili è un'esperienza innovativa di utilizzo di cellulari e social network per la produzione di brevi narrazioni multimediali che ha coinvolto un gruppo di adolescenti per la maggior parte di seconda generazione.
Project Summary (max. 2000 characters):
Il progetto Piagge Mobili nasce dall'incontro tra una ricercatrice universitaria, un educatore e una media educator (Maria Ranieri, Fabrizio Martini, Isabella Bruni) con la volontà di sperimentare l'utilizzo a fini educativi dei nuovi media all'interno del Progetto ReTe - Ragazzi e Territorio, un servizio finanziato dai servizi sociali di Firenze e rivolto ai giovani del quartiere, per garantire opportunità di socializzazione ed educazione informale. Il progetto ha coinvolto all'incirca una quindicina di ragazzi e ragazze tra gli 11 ed i 15 anni (per la maggior parte di seconda generazione) in un laboratorio di digital storytelling realizzato con cellulari e social network: l'idea era quella di sfruttare la familiarità dei giovani con questi strumenti al fine di raccontare la loro condizione, ma anche per stimolare il loro immaginario. Si trattava quindi di innestarsi su pratiche d'uso dei media molto comuni tra le giovani generazioni, utilizzandole per creare un racconto di verso l'esterno, verso un pubblico potenziale in rete. Il laboratorio ha avuto una durata complessiva di 12 ore, con incontri cadenzati nell'arco di un mese. Come attività iniziale, ai partecipanti è stato chiesto di realizzare con i propri dispositivi foto e video di sé, del proprio ambiente familiare e scolastico, nonché del proprio quartiere; parallelamente è stato creato un profilo collettivo su Facebook, che è diventato il canale di condivisione e pubblicazione dei contenuti. I materiali multimediali sono diventati poi il pretesto per narrazioni personali, ma anche per inventare storie di fantasia. Con l'attivazione del servizio Facebook Mobile, è stato possibile scrivere le storie direttamente via sms ed in maniera collettiva: un cellulare passava di mano in mano, ognuno dei partecipanti scriveva un pezzo di storia in un sms, che veniva inviato al profilo comune, e poi passava il turno al compagno successivo. Il laboratorio si è concluso a marzo 2012, ed attualmente non è attivo.