Description Frase (max. 500 characters):
Una nuova pratica attiva (attivismo pedagogico, costruttivismo). Costruzione di una nuova tipologia di "oggetti" didattici di ispirazione museale, che abbiamo chiamato "scene parlanti", corredate di un completo apparato di divulgazione culturale che comprende tutti gli strumenti della comunicazioni oggi disponibili, dalla carta ai codici QR, passando per iPad, brochure, podcast, film a passo uno, manifesti. Sono stati presentati agli esami di stato del 2011 e del 2012.
Project Summary (max. 2000 characters):
L’idea è nata dal prof. Alberto Pian in occasione degli esami di Stato e dall’osservazione dei problemi di concettualizzazione e di rapporto con l’esperienza pratica e la manualità dall’altro, rilevati negli studenti.
l progetto si ispira direttamente alla pedagogia attiva europea (da Freinet al costruttivismo) e alle recenti acquisizioni del filone di pensiero sui serious games e il conctto di gamificazione.
Il progetto consiste nella costruzione di una scena su un tema di storia o di letteratura che possa aprire a più collegamenti.
La scena non è un diorama perchè non è in scala e ha un contenuto essenzialmente simbolico e non rappresentativo del reale. Rappresenta, cioè, il punto di vista dell’allievo intorno a un tema rappresentato fisicamente. Le scene sono costruite con materiali di recupero (arte povera) che i ragazzi portano a scuola, integrato da alcuni specifici materiali del modellismo. Le scene possono essere composte da filmati e giochi creati dagli studenti. Tutta l’attività ha un aspetto giocoso, alcune costruzioni sono anche giocabili. La progettazione e la realizzazione di tutto l'apparato comunicativo che ruota intorno alle scene è stata realizzata con strumenti particolari com iPad.
Uno degli aspetti più interessanti è che “tutti lavorato a tutto”. Ruotando diversi allievi di diverse classi i compagni lavorano reciprocamente alle scene di ciascuno in modo tale che il lavoro diventa occasione di collaborazione, di instaurazione di legami fraterni e affettivi, di ripasso e studio dell’interno programma.
Questo progetto unisce aspetti di costruzione e di attività laboratoriale con altri prettamente multimediali (tutti quelli oggi conosciuti), con gli strumenti più avanzati come gli iPad. “Didattica integrata” perchè si tratta proprio di un esperimento di integrazione di metodologie differenti (non solo didattiche, ma anche tratte dall’esperienza umana comunicativa in genere), che confluiscono in un nuovo tipo di articolazione. D’altra parte credo proprio che si vada sempre di più verso un uso ampio del concetto di “integrazione”. Per esempio basta pensare al dibattito che vede oggi contrapporre i fautori della carta stampata a quelli degli “ebook”, quando invece, proprio nella scuola, sono all’ordine del giorno pratiche di integrazione e di dialogo fra diversi strumenti!