Description Frase (max. 500 characters):
Il Progetto “GASBUSTER: UN ROBOT PER L’AMBIENTE” si proponeva di realizzare un
Robot che fosse in grado di rilevare le concentrazioni nell’aria di un gas inquinante (vapori
di alcol) e di raggiungere autonomamente e il più velocemente possibile la fonte emissiva.
Si proponeva quindi di stimolare l'utilizzo da parte dello studente delle conoscenze
acquisite in campo chimico, meccanico, elettronico e informatico in un percorso
sperimentale di problem solving guidato.
Project Summary (max. 2000 characters):
L’alcol che costituisce la fonte emissiva è stato prodotto in Istituto dagli studenti del Liceo
Scientifico attraverso una specifica esperienza in Laboratorio di Chimica.
Il Robot è stato realizzato in Istituto dagli studenti dei corsi tecnologici.
Sono state svolte tulle le varie fasi necessarie per arrivare al GASBUSTER funzionante:
dalla modellizzazione tridimensionale alla progettazione e realizzazione delle parti
meccaniche, dal progetto e la realizzazione di varie schede elettroniche per
l'alimentazione e l'interfacciamento dei sensori, allo sviluppo del software da istallare sui
microcontrollori per la gestione dei sensori e del conseguente movimento del Robot.
Nel progetto sono stati coinvolti circa 150 alunni dell'Istituto sia del Settore Tecnologico
(Elettronica, Informatica, Meccanica) sia del Settore Liceale (Liceo Scientifico – Opzione
Scienze Applicate e Triennio Scientifico Tecnologico).
Allo sviluppo del progetto hanno collaborato il POLO SANT’ANNA VALDERA (Istituto di
Biorobotica, Biolabs-Istituto di Scienze della vita, IIT@SSSA) e la Rete Televisiva
TELEGRANDUCATO che ha seguito le varie fasi di sviluppo del progetto con lo scopo di
produrre un filmato da trasmettere in programmi finalizzati alla divulgazione scientifica e
tecnologica.
L’obiettivo formativo prioritario del Progetto era di sperimentare, coinvolgendo un numero
significativo di classi dei vari indirizzi presenti nell’Istituto, un modo di fare didattica
partendo da un qualcosa di significativo da realizzare, strutturando un percorso
laboratoriale in grado di individuare i problemi e le possibili soluzioni.
Il metodo del “problem solving” quindi, oggetto oggi di grande attenzione ma, forse, ancora
troppo poco praticato.
Il metodo si è rivelato efficace non solo perché il GASBUSTER che cerca i vapori dell’alcol
prodotto in laboratorio di Chimica è stato effettivamente realizzato ma anche e soprattutto
perché nel percorso gli studenti hanno avuto il ruolo di protagonisti, individuando spesso
valide soluzioni innovative e partecipando sempre con grande interesse alle attività. E
questo non solo gli studenti migliori, le “eccellenze” dell’Istituto che certo hanno dato un
contributo determinante, ma anche gli alunni meno motivati nello studio “teorico”: questi
ultimi hanno trovato nuove motivazioni, quasi un nuovo entusiasmo nell’apprendere,
riuscendo a ritrovare anche una nuova e migliore valutazione di sé.
È questo il risultato più importante del Progetto, quello che può dare un contributo
importante all’innovazione di tutta la didattica curricolare che si svolge nell’Istituto.