Il progetto affronta il grave problema dello scarso rendimento degli studenti nelle discipline scientifiche ed, in particolare, nella matematica, messo in evidenza dalle più recenti ricerche a livello internazionale e vuole dare ai ragazzi l’opportunità di acquisire strumenti per inserirsi nel contesto lavorativo e culturale europeo. Con questo percorso didattico si vuole presentare una matematica “viva”, che possa essere praticata realmente dai ragazzi, suscitando interrogativi e curiosità. Per raggiungere i suoi obiettivi, il progetto fa uso di una didattica squisitamente laboratoriale, incentrata sullo studente, che costruisce il suo sapere potenziando il pensiero costruttivo. Il processo di apprendimento parte sempre dall’esperienza dei ragazzi, dalla individuazione di problemi, dalla loro contestualizzazione e riformulazione in termini nuovi, dalla collocazione della conoscenza in un contesto storico. L’aspetto ludico-emotivo assume una dimensione fondamentale, diventando il “motore” dell’apprendimento, che diventa così anche piacevole ed interessante. La curiosità suscitata nei ragazzi sostiene costantemente la loro motivazione a superare le difficoltà e a completare i compiti assegnati ai diversi gruppi di lavoro. I ragazzi possono esprimere al meglio le proprie potenzialità, mettendo in gioco ciascuno le diverse abilità possedute. Grazie alle metodologie di cooperative learning, si potenzia l’interazione fra i ragazzi, dando spazio alle eccellenze, ma anche motivando e sostenendo i ragazzi più deboli. In tal modo si cerca di orientare le scelte future, suscitando interessa per la matematica e per la scienza. La tecnologia, l’utilizzo di Internet e del computer, costituiscono un valore aggiunto che consente di valorizzare al massimo il processo di comunicazione e di indagine degli studenti. Il progetto evidenzia anche una “visuale di genere”. In coerenza con quanto raccomandato dall’Unione Europea e dalle recenti circolari ministeriali, si incoraggiata una riflessione di genere nell’ambito scientifico. Il diverso rendimento di ragazzi e ragazze nelle materie scientifiche, pregiudizi storici e culturali, scelte di studio e professionali, studi di genetica, storie “al femminile”: tutto questo per sviluppare una consapevolezza culturale della persistenza di stereotipi ed ostacoli culturali di genere nel campo scientifico, ma anche per sottolineare trends di cambiamento e svolta. Il progetto, sviluppato in orario extracurricolare, si integra fortemente con l’offerta formativa curricolare, ampliandola in modo coerente e sostenendone gli obiettivi formativi. Esso condivide, ispirandosi ad essa, la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 2006, nella quale vengono individuate le Competenze chiave per l’apprendimento permanente. Ciascuna delle otto competenze chiave viene messa in gioco nel progetto Maths to Play, ed ognuna di esse si interseca con le altre in un quadro in cui i vari ambiti del sapere si integrano in modo naturale. La dimensione internazionale del progetto rende necessario l’uso della lingua inglese, portando gli studenti, in modo quasi naturale, a cimentarsi con nuovi termini tecnici e ad un utilizzo nuovo della lingua. Il binomio matematica-inglese si è rivelato vincente, riuscendo a coinvolgere anche ragazzi non particolarmente interessati alla sola matematica o al solo studio della lingua inglese.