Siamobravi.it è nato qualche anno fa, prima come sperimentazione in una classe quinta, poi come progetto a lungo respiro partendo dai primi giorni di una classe prima elementare.
C'era l'idea di mettere mano a un progetto che si proponeva di accompagnare gli alunni fino alle soglie della scuola media. Il nome del sito è venuto in modo abbastanza naturale. Doveva avere alcune caratteristiche fondamentali:
- essere corto e semplice da ricordare, come è necessario per ogni sito internet,
- essere significativo, nel senso che i bambini dovevano potersi identificare nel nome, condividerne lo spirito,
- durare nel tempo, e quindi niente "Il giornalisno della quarta" e simili.
Siamobravi è sembrato subito che rispondesse a tutti questi requisiti. Di più, sembra che indichi chiaramente un elemento fondamentale per la realizzazione di un progetto così ambizioso: i bambini devono essere veramente bravi per realizzare un giornalisno elettronico pubblicato continuamente lungo cinque anni.
E saranno bravi solo se noi insegnanti sapremo indicare loro con precisione ed entusiasmo i tempi, i modi e i processi del loro lavoro di giornalisti in erba.
Non credo che i siti scolastici e i siti di classe dovrebbero essere in competizione. Devono (dovrebbero) far parte di uno stesso panorama, in cui la comunicazione tra scuola ed extrascuola viene enormemente potenziata, in cui modi e tempi di lavoro all'interno della classe tengono in considerazione le enormi possibilità offerte dai computer e da internet.
La scelta tra un sito scolastico e un sito di classe, in questa ottica, è legata solo alla differente agilità, flessibilità nella gestione dei due mezzi. Nella scuola italiana è storicamente difficile mantenere in vita un giornalino scolastico per più di due, tre anni, data la difficoltà dei problemi organizzativi. E' altrettanto complesso mantenere costante nel tempo la pubblicazione di un sito internet scolastico, che presenta problemi tecnici ancora maggiori.
Invece, un sito di classe è di solito gestito da un numero minimo di persone (gli insegnanti della classe), per un piccolo numero di fruitori (alunni e genitori). E' abbastanza facile organizzare la redazione, distribuire i compiti, preparare i materiali per la pubblicazione e così via.
Ma c'è un altro, fondamentale, aspetto che differenzia le due "pubblicazioni": un sito di classe può entrare profondamente e significativamente nei processi di insegnamento-apprendimento consueti. Può diventare un medium utile nel quotidiano così come lo è di solito un sussidiario, un libro di lettura. Basta che ne siamo convinti noi insegnanti.
Gli autori del sito, per quello che riguarda i contenuti, sono gli alunni della classe, naturalmente, e di questo sono profondamente convinto. Per quello che riguarda la struttura tecnica, sono io a metterci l'expertise (abbastanza) e l'entusiasmo (in gran quantità). Il lavoro di raccordo, l'editing finale e la pubblicazione in internet. Vengono curati da casa e richiedono un impegno 4-5 ore a settimana.