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SHARING OUR WORLD - CONDIVIDERE IL MONDO

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Un gemellaggio elettronico per alunni di centri culturalmente ed economicamente ricchi, ma a rischio di isolamento: per imparare a interagire e comunicare con l’altro, aprirsi alla diversità e al confronto, gettare le basi di un’identità allargata e costruire l’Europa condividendo il proprio mondo attraverso le TIC.

1. Project summary
Summary: 

Il progetto è nato da un’idea delle docenti Monika Kiss (Orczy István Általános Iskola - Ungheria) e Laura Maffei (Scuola Sec. di 1° grado  “Arnolfo di Cambio” - Italia). Dopo aver contattato i rispettivi Dirigenti, le docenti hanno creato una partnership tra gli Istituti, allargandola poi, dopo i primi buoni risultati, alle comunità di appartenenza (al progetto hanno infatti contribuito attivamente i Comuni di Casole d’Elsa e Szeged).

Il percorso, articolato come un “diario di bordo”, è semplice e flessibile: consiste nel far conoscere le classi delle due docenti attraverso scambi, prima informatici e poi fisici, in modo da condividere le attività quotidiane nella scuola e nella vita di un
ragazzo ungherese e di un ragazzo italiano. Le classi ungheresi studiano come lingue straniere Italiano ed Inglese, quelle
italiane studiano Inglese e Spagnolo. La comunicazione è avvenuta perciò in parte in Italiano, in parte in Inglese. Si è scelto di
iniziare con un progetto eTwinning poiché il portale in questione garantisce uno spazio sicuro e stimolante per i contatti
informatici tra gli alunni.
 
Il progetto si è basato sulla “RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006
relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente”, in particolare sulle competenze sociali e civiche, per rispondere
alle specifiche esigenze dei due Istituti. Si tratta di centri ricchi dal punto di vista artistico–culturale, ma che per la posizione
isolata tendono a concentrarsi solo su se stessi. Da qui l’intento di stimolare gli alunni a confrontarsi con altri e con la loro
differente cultura e tradizione. Punto focale del progetto è stato sviluppare, nel contatto tra ragazzi e tra le due comunità, la consapevolezza che chiudersi nel proprio ambiente, per quanto privilegiato, è limitante e discriminante: è necessario imparare
a riconoscere negli altri una risorsa e una chiave per leggere se stessi.
 
Il progetto, nei tre anni di sviluppo, è stato gestito dalle due docenti, Laura Maffei e Monika Kiss, ciascuna con le proprie classi
e con l’apporto di colleghi, famiglie, comunità. Sia in Italia che in Ungheria è stato realizzato ogni anno un incontro di
disseminazione dei risultati, alla presenza degli alunni, delle famiglie, delle autorità, di rappresentanti dei due Istituti partner. Essenziale è stato il contributo ed il supporto dell’Agenzia Nazionale LLP sia italiana che ungherese.
 
Ci sono stati diversi incontri tra le docenti e i rispettivi Dirigenti, in Italia e in Ungheria, e nel Dicembre 2008 è stata realizzata la “Settimana della Cultura Italiana in Ungheria” organizzata congiuntamente dalle scuole e dalle comunità. Non è stata solo
l’occasione per portare i ragazzi italiani in Ungheria, a conoscere dal vivo i loro partner fino ad allora “virtuali”, ma anche un
momento per promuovere la cultura, l’arte e l’artigianato della Toscana in Ungheria, visto che i Comuni, gli esperti, le
associazioni, i privati presenti sul territorio hanno offerto i loro prodotti e le loro competenze per mostre e per relazioni
alla presenza delle autorità. Al momento, continuano i contatti informatici tra i partner ed è prevista per il 2009 una analoga manifestazione con gli alunni ungheresi in Italia.
2. Country (City / Region)
State: 
Italy
City: 
Colle di Val d'Elsa (SI)
3. Company/organization/institute presenting the project
Organization: 
Scuola Secondaria di 1° grado “Arnolfo di Cambio”
4. Type of organization
Select type: 
School
5. Project coordinator
Name and Surname: 
Laura Maffei
E-Mail: 
laura.maffei@istruzione.it
6. Website
The website of the project: 
http://twinspace.etwinning.net/launcher.cfm?lang=en&cid=9329
7. Please select the category in which you candidate your project
Youth Education Project. Select Project Users by age: 
Up to 15 years
Helping youth step in the job market: 
NOT Helping youth step in the job market
Creativity and Social Innovation: 
NOT in Creativity and Social Innovation
8. How long has your project been running?
From: 
29/09/2006
9. Targets and Elements of Innovation
Please explain the targets and the background of your project: 

Il progetto si è basato sulla “RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente”, in particolare sulle competenze sociali e civiche.

Ci ha colpito l’affermazione che tali competenze si basano “sull'attitudine alla collaborazione, l'assertività e l'integrità.
Le persone dovrebbero provare interesse per lo sviluppo socioeconomico e la comunicazione interculturale, e dovrebbero
apprezzare la diversità e rispettare gli altri ed essere pronte a superare i pregiudizi e a cercare compromessi”.
Sviluppare questo tipo di competenze nei nostri alunni, attraverso il contatto informatico, è stato il nostro primo obiettivo.
L’Istituto ungherese e quello italiano sono ubicati in due realtà apparentemente diverse ma per molti aspetti simili: Szeged è
una grande città, mentre l’Istituto italiano ha sede su tre comuni medio-piccoli: Colle Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli (Si).
La sede coinvolta, Casole d’Elsa, ha in comune con Szeged la ricchezza culturale e l’isolamento territoriale. Volevamo far capire
ai nostri alunni che non basta conoscere le proprie ricchezze, bisogna saperle mostrare agli altri e al contempo saper
apprezzare e comprendere le loro.
Gli obiettivi sono dunque sviluppare la curiosità e l’interesse per l’altro e per se stessi, la comunicazione interculturale, la
comprensione, lo spirito critico, le capacità di mediazione. Vogliamo anche creare un ambiente più accogliente per gli alunni
immigrati, visti come risorsa e non come peso, vogliamo dare a tutti le stesse opportunità educative.
Dal punto di vista delle discipline, l’obiettivo è sviluppare le competenze nell’uso delle TIC e delle lingue straniere, tanto più
rilevanti in territori come i nostri, a forte vocazione turistica. In questo senso, cerchiamo anche di garantire ai nostri alunni
migliori opportunità e maggior competitività per un futuro inserimento nel mondo lavorativo.
What does it try to achieve and how: 

I mezzi fondamentali per raggiungere gli obiettivi prefissati sono:

- l’integrazione curricolare: data l’interdisciplinarietà del progetto, tutti i docenti dei Consigli di Classe aderenti sono stati
coinvolti per la propria disciplina. Si è inteso allargare il curricolo, dando dimensione europea alle attività normalmente previste.
Ogni docente ha privilegiato strategie che sviluppassero negli alunni interesse per la diversità, capacità di collaborazione,
conoscenza della realtà oltre il comune pregiudizio;
- il coinvolgimento della scuola e della comunità locale: la parola chiave del progetto è stata “cooperazione”, tra le due docenti organizzatrici, tra gli Istituti partner, tra alunni docenti e famiglie, tra scuola e territorio. Il progetto è stato approvato dal
Collegio dei Docenti, inserito nel POF e attivato dai Consigli di Classe interessati. Il coinvolgimento della comunità è il nostro
punto di forza: si sono tenuti regolari incontri tra genitori, alunni e docenti, Enti Locali, stampa e TV, associazioni. Si sono
realizzate giornate di divulgazione e incontri per l’allestimento delle settimane della cultura italiana e ungherese nei rispettivi
Paesi, organizzate congiuntamente dalla scuola e dalle due città;
- la collaborazione transnazionale: le due docenti responsabili mantengono un costante rapporto di scambio e condivisione di
idee, problemi, soluzioni. Si cerca inoltre di far lavorare i ragazzi direttamente con i proprio compagni dell’Istituto partner, in
particolare attraverso la creazione di gruppi di lavoro transnazionali che collaborano per via informatica;
- il monitoraggio: al termine di ogni tappa (indicativamente a scadenza semestrale) sono effettuati monitoraggi sugli alunni
(sia di soddisfazione che per la verifica delle competenze acquisite) e sulle famiglie (per la rilevazione di suggerimenti, problemi,
livelli di soddisfazione). Sono tenuti regolari incontri con le Autorità locali.
Which opportunities/problems does it address to: 

Il problema che il progetto affronta è l’isolamento – non necessariamente l’isolamento fisico, ma l’isolamento culturale derivato da un atteggiamento, che troppo spesso i ragazzi assumono, di esclusione del diverso. Vivere in un ambiente ricco (da più punti di vista) spesso significa purtroppo isolarsi dal mondo esterno e “chiudere fuori” gli altri, danneggiando anche se stessi. Vogliamo combattere questo atteggiamento attraverso il nostro percorso. L’idea basilare è far comprendere ai ragazzi che l’altro (in questo caso il compagno di una nazionalità diversa) per tanti aspetti ci somiglia e per tanti altri no, ma conoscerlo è comunque un’opportunità per scoprire cose nuove, allargare le proprie prospettive e, perché no, farsi un nuovo amico.

Un altro aspetto dell’isolamento è quello dell’isolamento informatico: all’inizio del progetto, la sede italiana di Casole d’Elsa
aveva un solo pc collegato ad internet. Successivamente, grazie ai buoni risultati del progetto, l’Istituto e il Comune hanno
allestito un’aula computer vera e propria. Il problema da affrontare è stato far capire ad alunni e comunità che le TIC sono
uno strumento di comunicazione e non un optional didattico.
 
Come illustra il titolo del progetto, ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­“SHARING OUR WORLD - CONDIVIDERE IL MONDO”, il problema affrontato è quello dell’esclusione in tutti i suoi aspetti; l’opportunità è quella di conoscere e farsi conoscere, con ricadute positive in tutti gli ambiti, da quello socio-culturale a quelli più specificamente didattici.
Please explain what is unique or special in your project: 

E’ un progetto speciale perché si è allargato progressivamente dagli individui alla comunità, dalla scuola al territorio. Dalla collaborazione tra le docenti è nata quella tra le scuole, poi tra i ragazzi, poi tra i Comuni (si pensa addirittura ad un gemellaggio tra le due città), e infine tra tante persone non necessariamente appartenenti all’ambito scolastico (le famiglie, le associazioni, le aziende). Dalla collaborazione è nata la fiducia, e dalla fiducia l’amicizia.

Da questo primo semplice progetto ne sono nati altri (i due Istituti hanno in seguito condiviso un Comenius), sono scaturiti
rapporti tra le Università, tra le associazioni e tra le aziende locali.
 
E’ un progetto speciale perché tutti danno il proprio contributo (dagli alunni ai docenti ai Dirigenti all’Associazione Archeologica
che prepara depliant per illustrare i propri musei alle mamme che cuciono i vestiti per le rappresentazioni alle aziende che
offrono i loro prodotti per i partner).
10. Results
Describe the results of your project as per today: 

Per ciò che concerne i riconoscimenti legati all’azione eTwinning: quality label nazionale ed europeo, “progetto del mese” in Italia ed Ungheria, premiazione nella shortlist dei 6 migliori progetti europei agli European eTwinning Prizes 2008, pubblicazione di un estratto del progetto in “eTwinning: Adventures in language and culture” edito dall’Unità Europea eTwinning.

Per ciò che concerne le ricadute sui docenti: accrescimento della professionalità dei docenti, non solo in ambito informatico;
lavorando in équipe transnazionali, sono state condivise strategie per insegnare a gruppi eterogenei, elaborare approcci
pedagogici innovativi, creare percorsi comuni per evidenziare talenti e difficoltà degli alunni.
 
Per ciò che concerne le ricadute sugli alunni: i ragazzi hanno maturato comportamenti più consapevoli e collaborativi, in
un’ottica di inclusione che favorisca lo stare bene con sé e con gli altri. Al di là delle pur buone ricadute, specie in L2 e in
termini di competenze TIC, il traguardo più importante è stato l’aver costruito rapporti: l’identità culturale locale ha davvero
incontrato l’identità europea.

Per ciò che concerne gli Istituti e il territorio: si è creata una rete di contatti che favorisce la cooperazione sia a livello didattico che a livello imprenditoriale.

How does it fulfill the users’ needs: 

Il progetto risponde al bisogno della scuola nel suo complesso (Dirigenti, alunni, docenti) di operare congiuntamente a livello locale ed europeo. Nella Proposta per l’Offerta Formativa è necessario essere integrati nel territorio e al contempo aprirsi all’Europa e al mondo.

Risponde al bisogno degli alunni di una scuola più dinamica e aperta, non legata esclusivamente alla lezione frontale ma a aperta ad una maggiore interattività.
 
Risponde al bisogno degli alunni di acquisire competenze linguistiche e informatiche spendibili in ambito lavorativo a livello europeo.
 
Risponde al bisogno delle famiglie di essere integrate nel percorso educativo dei figli, non solo come spettatrici ma come parte attiva.
 
Naturalmente, sappiamo che il nostro è solo un tentativo, uno stimolo, poiché non conosciamo il modo di rispondere pienamente a tutti questi bisogni; ma il nostro progetto vuol essere anche un passo verso la risposta ad uno dei bisogni più evidenti della nostra società: il bisogno di integrazione, che può venire solo dalla conoscenza reciproca. Dal “condividere il mondo”.
How many users interact with your project per month and what are the preferred forms of interaction: 

 

-          Docenti responsabili: strutturano le tappe del progetto, concordano i tempi e le attività, gestiscono il sito, gestiscono i rapporti tra Istituti e Amministrazioni Comunali, gestiscono i rapporti con le famiglie, preparano e coordinano le attività con i ragazzi, tengono i contatti con le rispettive Agenzie Nazionali, concordano le attività di disseminazione, organizzano gli incontri, gestiscono il monitoraggio.
-          Docenti dei Consigli di Classe: indicativamente 10 per consiglio di classe (2/3 classi coinvolte per istituto a seconda degli anni). Ogni docente affronta le proprie discipline in chiave europea ed organizza attività volte a stimolare la curiosità o il confronto con la realtà del Paese partner.
-          Dirigenti: intervengono nella gestione dei contatti, nell’organizzazione degli eventi di disseminazione e degli incontri con i partner, nei rapporti con le Amministrazioni Comunali e con le aziende, e nella fase di monitoraggio.
-          Alunni: tengono la corrispondenza con i compagni del paese partner via e-mail, preparano presentazioni, lavorano nei gruppi nazionali e transnazionali assegnati per la realizzazione dei prodotti, preparano e caricano materiali sul sito, utilizzano gli strumenti del sito (forum, chat…) sotto la viglilanza dei docenti.
-          Famiglie: partecipano alle giornate di disseminazione, ai monitoraggi, all’allestimento degli eventi.
-          Amministrazioni Comunali, Associazioni, Aziende: interagiscono più raramente (indicativamente a scadenza semestrale) per valutare l’andamento del progetto e i termini della loro partecipazione.
How has it improved the quality of educational and/or training services: 

Il progetto consente un coinvolgimento più attivo degli alunni, anche di quelli meno motivati o attenti durante le lezioni “tradizionali”: in questo caso, infatti, si tratta di utilizzare vie di comunicazione informatica (che esercitano sui ragazzi una notevole attrazione), per comunicare con qualcuno (c’è dunque non il semplice studio per lo studio, ma lo “studio per”: per conoscere nuovi amici, per parlare di me, per fare un viaggio in futuro, per imparare qualcosa che potrà trasformarsi in un mestiere…). I contenuti disciplinari passano attraverso attività più ludiche e quindi più coinvolgenti. L’uso dell’Inglese permette di coinvolgere anche gli alunni di lingua madre non italiana, consentendone un effettivo inserimento. Il saper padroneggiare le TIC e la lingua straniera viene a costituire un mezzo ed insieme un fine; inoltre, la lingua e gli strumenti informatici diventano un mezzo di socializzazione e di effettiva inclusione di tutti.

Da non trascurare la ricaduta, anche professionale, che queste competenze hanno sui ragazzi, in una realtà come la nostra a forte vocazione turistica.
How has it improved the participation of professionals, children, youth and other stakeholders: 

Per quanto riguarda alunni e docenti, la partecipazione è stata ottimizzata ricorrendo quando possibile al lavoro in team, anche transnazionale (per i ragazzi, acquisire competenze nel lavoro in team avrà un’evidente ricaduta anche in un futuro lavorativo).

Si è cercato di valorizzare le competenze e le predisposizioni di tutti e, specialmente in ambito informatico, si è spesso ricorsi ad attività che stimolassero “peer learning” e “Collaborative Learning” secondo le teorie del Prof. Sugata Mitra. I ragazzi, di fronte a un pc e con un compito da svolgere, si sono mostrati davvero capaci di “autoformarsi”, con risultati spesso sorprendenti.
Laddove possibile, si è fatto ricorso all’intervento di esperti, per illustrare ai ragazzi particolari aspetti del proprio territorio o della propria storia, che poi essi avrebbero dovuto presentare ai partner con semplici ausili informatici (power point, photo galleries, etc.).
Le associazioni e le aziende sono intervenute sia per dare suggerimenti (ad esempio come orientare la preparazione degli alunni per un futuro mercato del lavoro) sia per contribuire, insieme agli Enti Locali, al finanziamento di alcune attività.
Gli Enti Locali e la Stampa, sia locale che nazionale, sono stati regolarmente contattati per dare visibilità al progetto.
How does it promote the use of ICT for the educational and cultural development by professionals, children and youth: 

Tutte le attività, la comunicazione, la documentazione e l’organizzazione sono state realizzate per via informatica. I ragazzi sono stati incoraggiati ad usare gli strumenti forniti dal portale eTwinning (forum, chat, blog, etc) ed hanno avuto modo di utilizzare semplici programmi di scrittura, fogli di calcolo, archivio dati, gestione ed editing di audio ed immagini. Le attività e gli strumenti sono stati naturalmente rapportati alla fascia d’età degli alunni (11 – 13 anni per l’Istituto italiano, 7 – 16 per l’Istituto ungherese). Si è ricorsi a webquest, ricerche on-line, podcasting.

Oltre che sul sito eTwinning, le attività svolte ed i relativi risultati sono stati esposti dagli alunni sul sito di "A Spring for Europe" 2008 e 2009 e  sui siti:

http://orczyisk.extra.hu/etwinning.html

http://www.toscana.lafragola.kataweb.it/siena/medie/adicambiosedestacc-casoledelsa/index.html

http://stammibene.progettotrio.it/cda/stammibene/view/giornalino.jsp

Describe how you measure (parameters) these results: 

Il fatto di aver realizzato diverse esperienze a livello europeo ci permette di strutturare una base dati significativa per la valutazione dei risultati.

Nel lungo periodo sono calcolati una serie di indicatori di efficacia ed efficienza:
- tasso di soddisfazione degli alunni, delle famiglie e dei docenti (monitoraggi semestrali)
- valutazione dell'indice di soddisfazione nel tempo
- tasso di partecipazione dei docenti (domande presentate/numero di insegnanti)
- tasso di diffusione del progetto (domande presentate/numero di insegnanti che non avevano presentato in precedenza domande)
- tasso di successo scolastico (promozioni alunni partecipanti al progetto/promozioni alunni non partecipanti).
 
Nel breve periodo si tiene conto soprattutto del numero di classi e docenti coinvolti, oltre che del tasso di soddisfazione dei partecipanti. Anche le regolari verifiche disciplinari possono dare indicazioni interessanti. Va comunque sottolineato che tutti gli indicatori utilizzati sul lungo periodo possono essere utilizzati anno per anno, quindi sul breve periodo, come fotografia spot della realtà in atto.
11. Sustainability
What is the full duration of your project: 
From 3 to 6 years
What is the approximate total budget for your project (in USD): 
From 10.001 to 30.000
What is the source of funding for your project: 
Other
Other: 
visto che le attività si svolgono principalmente in ore curricolari, le spese per il personale sono molto ridotte e coperte dall’Istituto. E’ stato necessario finanziare il viaggio degli alunni in Ungheria, con co-finanziamento dei Comuni, della Scuola, di alcuni sponsor e delle famiglie.
Is your project economically self sufficient now: 
Yes
Insert date: 
09/01/2008
12. Transferability
Has your project been replicated/adapted elsewhere: 
Yes
Specify: 

Visti i buoni risultati del progetto, sono stati effettuati incontri con le altre scuole del territorio per la disseminazione. Esperienze analogamente strutturate sono state avviate nella sede centrale del nostro Istituto, con scuole del Regno Unito e della Polonia. Nella sede di Casole d'Elsa è stato avviato un percorso analogo con la Repubblica Ceca.

What lessons can others learn from your project: 

Potrebbero sfruttare i nostri punti di forza senza passare per gli errori che noi – essendo la nostra prima esperienza – abbiamo commesso.

Siamo in grado ora di organizzare un gemellaggio informatico in maniera flessibile ma ordinata; siamo in grado di sfruttare al meglio le sinergie scuola-territorio-famiglie; siamo in grado di rendere più efficace la progettazione e la collaborazione per via informatica.

We are available to help others starting or working on similar projects: 
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13. Background information
Background: 

Il progetto è nato da un incontro della coordinatrice Laura Maffei con la collega Monika Kiss e dalla rilevazione un po’ stupita, da parte di entrambe, dell’affinità tra i nostri Istituti, le loro esigenze e le loro problematicità. Il progetto è molto semplice. Soprattutto all’inizio, l’ idea era di fare una sorta di diario di bordo informatico: due scuole che condividono le attività che fanno normalmente, alunni che mettono in comune le proprie esperienze quotidiane. Al momento, pensare qualcosa di più ambizioso non era proponibile, in quanto non sapevamo se sarebbe stato sostenibile nel tempo un progetto monografico, magari esclusivamente incentrato sulle TIC. Ho pensato dunque che fosse più facile seguire le attività già esistenti nella scuola. Tutto ciò anche per motivare i ragazzi: faccio quello che faccio normalmente per poi farlo vedere e raccontarlo ai partner. Via via che facevamo un’attività, nelle mie materie, italiano storia e geografia, e in quelle degli altri docenti disponibili, la raccontavamo attraverso il computer ai partner. Il progetto si chiama “condividere il mondo” proprio perché si tratta di condividere quello che si fa, per vedere quanto è simile e quanto è diverso. Lo avevamo costruito in maniera semplice sia per il livello dei bambini (io avevo una prima media, la collega ungherese dei bambini più piccoli), sia perché al tempo non c’erano molti strumenti TIC nelle rispettive sedi. L’idea era che il progetto crescesse con le competenze dei ragazzi, che inizialmente avevano pochissime competenze TIC.

Nel corso dei tre anni, abbiamo finalmente potuto porci mete più ambiziose: sono cresciuti i ragazzi, le loro competenze,
è cresciuta la consapevolezza delle famiglie, la visibilità della scuola, la nostra competenza come docenti nel gestire
partenariati europei e percorsi informatici, è cresciuta la disponibilità della Dirigenza e degli Enti Locali ad assecondare
questo tipo di percorsi.
Tutti i nostri lavori sono visibili sul sito: ciò che non si vede, o forse non del tutto, è l’entusiasmo che tutti i ragazzi, anche
quelli con qualche difficoltà in certe discipline, o quelli “difficili”, hanno posto nel realizzarli.
Barriers: 

La maggiore difficoltà iniziale è stata la mancanza di un’adeguata attrezzatura informatica (avevamo un solo computer collegato ad internet!). Ma anche qui, il progetto è servito a crescere: con l’entusiasmo dei ragazzi e i buoni risultati del primo la scuola ed il Comune si sono infatti convinti ad intervenire.

Non ci sono stati problemi per far accettare il progetto: l’adesione dei colleghi è stata volontaria, ed è comunque sensibilmente aumentata nei tre anni. L’adesione di ragazzi e famiglie è stata da subito concreta e propositiva.
Solutions: 

Con il dialogo, la disseminazione, la collaborazione. Se il progetto è conosciuto dalle famiglie, sempre più genitori chiedono che i loro figli possano partecipare e sempre più insegnanti chiedono di aderire; ciò accresce la visibilità della scuola e quindi del Comune; questo, a sua volta, rende il Comune, le aziende e la Dirigenza più interessate a promuovere il progetto stesso, innescando un circolo virtuoso.

Future plans and wish list: 

Il nostro obiettivo è sistematizzare l’esperienza e renderla fruibile e riproducibile non solo sulle tre sedi della nostra scuola, ma anche nelle scuole in rete. I partenariati europei per via elettronica costituiscono infatti una risorsa motivante per tutti gli attori coinvolti senza grosse spese.

Per quanto riguarda il progetto “Sharing our World – Condividere il Mondo”, pensiamo di continuare a svilupparlo, realizzando
 anche la “settimana della cultura ungherese in Italia”, per permettere anche ai ragazzi ungheresi di visitare il nostro paese, ed
alla città di Szeged di proporre i propri prodotti, dare visibilità alle proprie aziende, associazioni, realtà culturali. Anche stavolta,
avremo bisogno dell’appoggio degli Enti Locali, dei rispettivi Istituti e delle aziende-sponsor per contribuire a coprire le spese
di viaggio e soggiorno dei ragazzi.
Al termine del percorso, vorremmo realizzare una pubblicazione ed un kit guida per la gestione dei gemellaggi informatici.
 
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