con le classi costruiamo un percorso articolato in più fasi. Prima fase: motivazione e conoscenza. La complessità del mondo in cui viviamo rende sempre più necessario dare un rinnovato senso al proprio operato e tessere nuovi significati. In quale quadro ci muoviamo? Da una riflessione sulla solidarietà finalizzata a migliorare la relazione tra gli individui e tra essi ed i loro ambienti di vita, quali mutamenti ci attendiamo? la solidarietà é al tempo stesso importante “contesto” e “strumento” per affrontare le criticità del mondo attuale: quali idee di solidarietà, di partecipazione, di relazione possiamo condividere? Tale fase prevede: la presentazione del progetto nel suo complesso (“Noi con gli altri”: come è nato e perché, chi è coinvolto e come ci stiamo noi nel progetto); il coinvolgimento del gruppo classe nell’analisi di alcuni aspetti problematici centrali nel discorso sulla solidarietà (ad es. interdipendenza, sviluppo locale/globale, cooperazione...), proposti all’interno di un più ampio quadro formativo riguardante l’educazione alla sostenibilità; la riflessione sulle connessioni che esistono tra i comportamenti individuali quotidiani e quelli sociali. Seconda fase: consapevolezza. E’ difficile per un europeo, uomo o donna che sia, immaginare che cosa significhi essere ragazzo nel paese destinatario del progetto: la tentazione proiettiva ci spinge a leggere le storie degli altri con le stesse chiavi con cui viviamo e leggiamo la nostra. La realtà può essere ben diversa, fatta di lunghe e faticose giornate, di diritti negati, di opportunità tutt’altro che pari. È importante “avvicinarsi” ai destinatari del nostro intervento per riuscire a interagirvi, conoscere e far conoscere la loro realtà perché conoscere è il primo passo per capire, per creare legami di solidarietà. Quali conoscenze, valori, competenze possiamo condividere e costruire con le persone con cui lavoriamo e con quelle – vicine e lontane – con cui viviamo? Tale fase prevede: la conoscenza diretta del paese nel quale andremo a operare proposta attraverso conversazioni, giochi di ruolo, ricerca e analisi di dati, interviste, dibattiti e contributi di vario genere; in questa fase è previsto anche l’incontro, in qualità di testimoni, con Associazioni Partner; l’individuazione di uno o più interventi che la classe può contribuire a realizzare all’interno del progetto analizzato; con le informazioni acquisite e con l’analisi delle necessità emerse, la classe potrà orientarsi fra le diverse azioni solidali possibili per proporre un intervento in favore e in collaborazione delle proprie coetanee indiane; segue l’individuazione, all’interno del gruppo classe, dei 5-6 ragazze/i che prenderanno parte al viaggio. Terza fase: viaggio della delegazione Attraverso il viaggio si concretizza e si assimila quella conoscenza spesso solo teorica della realtà. Viaggio come occasione di incontro per capire e agire con e per gli “Altri” ma anche per “Noi”, superare l’individualismo e costruire le radici della propria identità dall’intreccio profondo e consapevole con quelle di tanti “Altri”. Quali esiti ci attendiamo dal percorso che progettiamo? Come possiamo assicurare l’efficacia e la riuscita del progetto? E come mantenere i contatti con i destinatari del nostro intervento? Le destinazioni sono scelte in virtù della qualità dei progetti di solidarietà realizzati e delle garanzie che i partner di questi progetti offrono sotto il profilo della serietà e della sicurezza. In ognuno di questi luoghi, i ragazzi saranno chiamati a ideare e realizzare una parte del progetto indicato. Quarta fase: testimonianza I ragazzi partendo dal racconto dell’esperienza vissuta durante tutto il progetto si fanno promotori responsabili presso le nuove classi coinvolte sollecitando una riflessione sul futuro non individuale ma collettiva