Il progetto è stato suddiviso in 12 fasce d’azione ognuna delle quali prevede un percorso specifico per la prevenzione ed il contrasto al bullismo.
(PAB, AZIONE 1) - Il percorso di prevenzione, intervento e contrasto al bullismo in pillole distribuite nel corso dell’anno è dedicato
dal coordinatore di classe in co-docenza con uno o più insegnanti dello stesso consiglio a 1- fattori di protezione e autostima (classi prime); 2- strategie d’intervento sulle prepotenze (classi seconde); 3- supporto ai compagni e solidarietà, prevenzione e gestione del conflitto (classi terze). Le barriere alla comunicazione durante un conflitto messe a tema in una lista di frasi killer sono ad esempio “dare ordini e comandare”, “mettere in guardia e minacciare”, “moralizzare”. I ragazzi imparano le strategie comunicative che riducono la conflittualità. È stata inoltre introdotta la “philosophy for children”. Con la consulenza e il sostegno del prof. Antonio Cosentino, e a seguito di un corso da lui tenuto, gli insegnanti a partire da una pagina stimolo hanno imparato a organizzare a sessioni di ricerca filosofica, ad esempio su che cos’è una persona o il senso del bello. Tale attività viene svolta già a partire dalla scuola dell’infanzia per abituare i bambini all’ascolto, al pensiero riflessivo e critico e al confronto delle idee oltre che per costruire il “gruppo”. (PAB, AZIONI 2-4) - La motricità è stata finalizzata all’ autocontrollo e alla gestione dello stress attraverso Incontri di yoga e incontri di armonizzazione psicofisica (scuola primaria) organizzati in orario scolastico. La scuola partecipa inoltre a moltissimi giochi studenteschi e tornei che consentono di insegnare il rispetto delle regole e l’importanza del“fare squadra”.
(PAB, AZIONE 5) - C’è un Consiglio degli studenti. I consiglieri sono eletti nelle classi: su una rosa di candidate e candidati, gli studenti devono dare due preferenze, una maschile e una femminile. I consiglieri, che in numero pari sono maschi e femmine, eleggono un presidente. Quest’anno è stata eletta Chiara. Questo è importante in un quartiere in cui le donne hanno pochissima voce in capitolo. Una delle questioni dibattute nel Consiglio degli studenti riguarda la progettazione ed organizzazione di una festa di fine anno completamente autogestita, compreso il buffet e il servizio d’ordine. I ragazzi hanno avuto modo di comprendere la gestione democratica della cosa pubblica e le difficoltà che si incontrano nell’organizzare attività collettive, migliorando anche il senso di appartenenza alla scuola.
(PAB, AZIONE 6) - Quattro docenti sono preposti allo Sportello d’Ascolto Ragazzi. L’accesso allo Sportello di Ascolto Ragazzi per appuntamento in orario scolastico è riservato agli allievi tramite prenotazione. Quantitativamente l’iniziativa ha funzionato: dopo le resistenze iniziali che sono un po’ i luoghi comuni del quartiere, i ragazzi hanno capito progressivamente che il loro disagio trova accoglienza e una guida all’”autoaiuto”. Allo sportello si accede anche su segnalazione da parte dei docenti di particolari difficoltà degli alunni.
Gli insegnanti già da tempo si erano resi conto che una scuola specie problematica per funzionare deve essere una scuola che ascolta: per evitare sciocche impuntature o un senso di impotenza davanti a problematiche famigliari, prostituzione, droga, violenza tra le mura domestiche. Accantonata la possibilità di fare riferimento ad un esperto esterno per rispondere alle eventuali richieste degli allievi di un colloquio di sostegno, già da quattro anni gli insegnanti hanno iniziato a seguire corsi di formazione organizzati dal Cenpis (Centro di Psicologia di Roma), per offrire agli allievi la possibilità di parlare e raccontarsi rimandando a un colloquio psicologico le problematiche gravi e agli incontri periodici dei docenti coinvolti con uno psicologo supervisore la consulenza per i problemi meno seri. Il Cenpis ha puntato sulla diversità tra empatia e collusione: “empatia sì ma non collusione”.
(PAB, AZIONE 7) - C’è uno sportello di ascolto Genitori offerto da quattro docenti specificamente formati al rapporto con gli adulti del quartiere, in particolare per i genitori delle vittime e dei bulli. Lo sportello fissa gli incontri su appuntamento, rispondendo alle necessità organizzative dei genitori sia per l’orario che per il giorno. Anche questo sportello usufruisce della supervisione dello psicologo e ha migliorato molto il rapporto scuola- famiglie e aumentato la collaborazione.
(PAB, AZIONE 8) – A Settembre vengono organizzati corsi di formazione diretti a tutti gli insegnanti, sette ore per tredici giorni. Un’utilità reale è la capacità di gestione dei conflitti che gli insegnanti puntano ad acquisire anche nell’intento di trasferirla indirettamente o inconsapevolmente nelle classi. Tutti gli insegnanti anche quelli appena arrivati all’inizio dell’anno hanno seguito corsi sull’assertività e sulla gestione del conflitto. È stato messo a punto un manuale regolativo diretto agli insegnanti, che indica come fare per chiedere un’ora di permesso, come autorizzare un ragazzo a uscire dall’aula o da scuola, come comportarsi a ricreazione o in altre situazioni. Il manuale accorcia i tempi necessari ai nuovi docenti per capire qual è la regolamentazione interna, onde evitare incongruenze nella gestione della scuola e delle regole. C’è un blocchetto di permessi di uscita dalla classe - datato firmato registrato - che autorizza i ragazzi ad uscire dall’area di confine in prossimità della classe dove il bidello supervisiona che stiano effettivamente andando in bagno, come è previsto che possano fare senza permesso scritto. Per circolare all’interno della scuola tranne che per andare in bagno i ragazzi devono avere il permesso scritto firmato dall’insegnante, da esibire al momento in cui gli viene chiesto. Il permesso scritto consente di sapere sempre chi è stato autorizzato a fare che cosa e dove.
(PAB, AZIONE 9) - La Ristrutturazione dei consigli di classe ha consentito di dedicare una parte del tempo come al solito alla didattica e alla gestione, e una parte al monitoraggio dell’andamento delle relazioni in classe.
(PAB, AZIONE 10) - Il gruppo di ricerca considera i feedback che è possibile avere dai genitori, dagli alunni, dai docenti, a metà e alla fine dell’anno. Due volte l’anno, all’inizio per la prima media a metà anno e alla fine dell’anno per le classi seconde e terze, i quattro insegnanti che nel gruppo di ricerca sono specializzati nell’uso del sociogramma di Moreno - versione informatizzata messa a punto dal prof. Guido Gerosa - fanno un quadro psico-sociale del gruppo classe attraverso le relazioni di prossimità lontananza che sono stabilite tra un allievo e gli altri. Il sociogramma di Moreno vede la classe come una entità policentrica: ogni alunno è centro di un sistema di gravitazione di cui la distanza dei compagni che orbitano intorno a lui è misura della sua compartecipazione. All’aumento della distanza dall’alunno del maggior numero di compagni aumenta il suo isolamento nel gruppo. Le domande che costituiscono la base dei dati della rilevazione sociometrica sono per esempio “Con chi stai meglio in classe?” “Chi è il tuo vicino di banco preferito?”.
Dalla somma algebrica dei giudizi positivi/negativi che gli altri danno di un alunno, sono calcolati i suoi indici di “popolarità”, di “impopolarità”, di “consapevolezza”, di “quanto è esplorativo”, di “quanto è espansivo”, della “capacità di essere leader”. Le rilevazioni sociometriche sono usate nell’organizzazione dei gruppi: “la strategia è usare i leader positivi”. Ad esempio durante una gita scolastica nella dislocazione dei ragazzi nelle stanze in albergo, gli insegnanti affidano tre compagni isolati a chi ha la capacità di essere leader positivo per facilitarne la socializzazione con il resto della classe.
(PAB, AZIONE 11) – Tutti gli insegnanti e gli ATA coinvolti nel progetto compongono il gruppo PAB che si riunisce tre volte l’anno in auto-formazione. Gli incontri vedono i resoconti dei portavoce di ogni gruppo di lavoro.
(PAB, AZIONE 12) – I meeting in previsione hanno visto presenti associazioni di quartiere, rappresentanti della parrocchia, hanno coinvolto in un corso dedicato al bullismo i genitori, che hanno firmato insieme ai docenti un patto di solidarietà e responsabilità.