collaborative learning

LLT - Lifelong Learning Teachers

LLT è una comunità di circa settanta insegnanti di varia provenienza europea che collaborano per confrontare le rispettive realtà, condividere idee, problemi e soluzioni in amb

1. Sommario progetto
Sommario: 

Il progetto è nato da un’idea della prof.ssa Laura Maffei (Scuola Sec. di 1° grado  “Arnolfo di Cambio” - Italia) che come Funzione Strumentale per i rapporti con il territorio ha avuto la possibilità di coordinare diversi progetti europei e di entrare in contatto con colleghi di tutta Europa. Ripetutamente è stata rilevata la necessità da parte dei docenti di confrontarsi a livello sovranazionale, condividere problemi, momenti di impasse, successi e soluzioni. La sensazione è stata che le problematiche da affrontare a livello didattico e più in generale educativo fossero largamente condivise in Europa: ogni sistema nazionale – e più in dettaglio ogni docente – ha poi sviluppato le proprie strategie per rispondere ad esigenze comuni. Ogni individuo, come singolo insegnante e come rappresentante del proprio sistema scolastico, racchiude dunque in sé un patrimonio di competenze ed esperienze che non deve esaurirsi in se stesso, ma arricchirsi dalla condivisione con altri.

L’idea di base – costruire una comunità di insegnanti che collaborassero per una crescita professionale condivisa – è stata quindi discussa con la docente Monika Kiss (Orczy István Általános Iskola - Ungheria); è stata concordata una traccia di percorso che ha costituito la base del progetto eTwinning “LLT – Lifelong Learning Teachers”. La piattaforma prescelta è stata quella di eTwinning per la semplicità e le possibilità che offriva di contattare potenziali partner. In un secondo momento, il coordinamento del progetto è stato allargato alla docente Daniela Arghir (Colegiul National Gheorghe Lazar Sibiu – Romania) ed alla dirigente Cristina Grau (CEIP Ramon Macip - Dolors Granés - Spagna).
I partner sono stati contattati tramite un annuncio sul forum, che esponeva le linee generali del progetto. La risposta è stata massiccia e l’adesione al progetto è continuata anche dopo la fase iniziale, grazie alla visibilità offerta dal portale eTwinning (il TwinSpace è pubblico, perciò visibile a tutti). Nell’anno scolastico 2008 – 2009 hanno aderito circa 70 docenti di quasi tutti gli Stati dell’UE, oltre ad un’insegnante della Turchia.
Non si intendeva costruire una partnership tra scuole ma tra individui: ogni docente, dunque, rappresenta sì il proprio Istituto, ma soprattutto se stesso ed il proprio desiderio di crescere e contribuire alla crescita dei colleghi in dimensione europea.
Le amministratrici hanno creato una mailing list per contattare efficacemente tutti i membri. Indicativamente a scadenza bimestrale viene proposto un argomento di dibattito (The good teacher, useful web tools, special school days, activities…), in merito al quale è creata un’apposita cartella sul TwinSpace. Tutti i docenti sono invitati a dare il proprio contributo, sia rispondendo ai questionari o compilando i form elaborati, sia discutendo sul forum. Gli argomenti di dibattito sono scelti in base ai suggerimenti o alle necessità espressi dai docenti stessi.
Nel corso dell’anno, è stato raccolto un patrimonio di esperienze e soluzioni didattiche di grande rilievo, per cui, forse, lo stesso TwinSpace comincia ad andare stretto. L’impegno più gravoso è stato infatti gestire il sito, i diritti di accesso e i contributi di tutti gli utenti. Per il prossimo anno è previsto un ampliamento, magari appoggiandoci anche a qualche struttura più flessibile: resterà comunque stabile l’organizzazione del progetto come luogo di incontro virtuale tra docenti: uno spazio libero dove confrontarsi, mettersi in discussione senza paura di giudizi, imparare, insegnare.
2. Paese (Città / Regione)
Stato: 
Italy
Città: 
Colle di Val d'Elsa
3. Nome dell'organizzazione che presenta il progetto
Organizzazione: 
Scuola sec. di 1° grado "Arnolfo di Cambio"
4. Tipo di organizzazione
Scegli tipo: 
Scuola
5. Coordinatore del progetto
Nome e Cognome: 
Laura Maffei
E-Mail: 
laura.maffei@istruzione.it
6. Website
Il sito web del progetto: 
http://my.twinspace.etwinning.net/lifelonglearningteachers?l=en
7. Selezionate la categoria di appartenenza del vostro progetto
Inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: 
NOT Helping youth step in the job market
Creatività e Innovazione sociale: 
Creatività e Innovazione sociale
8. Da quando è funzionante il vostro progetto?
Da: 
25/08/2008
9. Obiettivi ed elementi di innovazione
Please explain the targets and the background of your project: 

Gli obiettivi del progetto fanno riferimento alla RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente, con particolare riferimento ai seguenti ambiti:

- competenza digitale;
- imparare a imparare;
- competenze sociali e civiche.
 
Gli obiettivi previsti sono: promuovere strategie di collaborative learning tra insegnanti; coinvolgere le scuole partner ed i relativi staff nel dibattito sulla didattica, per costruire un’identità europea autentica e condivisa pur nel rispetto delle diversità; portare la dimensione europea nei curricola scolastici; ripensare il ruolo della scuola in una realtà in continuo divenire; discutere su argomenti d’interesse europeo; accrescere la motivazione di insegnanti e discenti; accrescere le competenze dei docenti attraverso la collaborazione; accrescere le competenze digitali dei docenti; migliorare la qualità dell’insegnamento; offrire nuove opportunità di stabilire contatti tra scuole e promuovere la cooperazione; offrire supporto nel creare percorsi flessibili per differenti sistemi scolastici e differenti livelli d’istruzione, evitando situazioni di impasse; promuovere una migliore conoscenza e comprensione dei programmi scolastici europei, incluso LLP.
Dopo le ultime elezioni europee, abbiamo anche l’obiettivo di contribuire a ricostruire la fiducia nell’Europa: una fiducia che purtroppo sembra in un momento di forte calo.
 
Il contesto in cui si svolge il progetto è caratterizzato dalle differenti realtà scolastiche dei vari docenti: oltre alle differenze legate alla diversa collocazione in Europa ci sono quelle derivanti dai vari sistemi e livelli scolastici. Abbiamo docenti di tutti i livelli di scuola, dalle scuole materne fino alle secondarie di secondo grado, oltre ad alcuni docenti che insegnano anche a livello universitario. Ciò che ci accomuna tutti è la realtà di essere insegnante. Ad ognuno viene chiesto di partecipare attivamente al progetto non tanto in rappresentanza del proprio Istituto quanto come individuo, portatore della propria esperienza culturale ed individuale.
Come, e con quali mezzi cerca di raggiungere gli obiettivi prefissati: 

Sostanzialmente i mezzi sono stati di tipo informatico, per garantire la comunicazione. Lo scopo del progetto è confrontarsi. Il medium è lo strumento informatico (forum, blog, chat, TwinSpace folders, photogalleries…).

A tutti i docenti è stata richiesta una certa continuità nella frequentazione del TwinSpace, così da poter seguire i dibattiti ed intervenire, poter caricare materiali, fornire informazioni, portare esempi della propria pratica didattica.
Quali opportunità/problemi affronta: 

Il progetto vuole rispondere ad un’esigenza davvero fortemente sentita, e ciò è provato dalla quantità delle adesioni ricevute. Si affronta infatti il problema dell’isolamento dei docenti, troppo spesso lasciati soli a confrontarsi con situazioni che oltrepassano i confini della didattica e si trasformano in vere emergenze sociali (pensiamo ad esempio al fenomeno del bullismo). Conoscere bene le proprie discipline oggi non è più sufficiente per essere un buon insegnante (abbiamo ampiamente affrontato lo scottante problema “cosa significa essere un buon insegnante?” nella cartella the good teacher): ci sono cose che si possono imparare solo dall’esperienza, e a volte l’esperienza altrui può salvaguardarci dal commettere certi errori.

Le opportunità offerte sono state molte, prima fra tutte la condivisione, che permette di superare difficoltà, riprodurre percorsi di successo, trasferire altrove esperienze positive, costruire percorsi europei maggiormente efficaci e rispondenti ai bisogni di tutti gli attori coinvolti. Un’altra opportunità da non trascurare è la conoscenza di ciò che avviene in realtà diverse e conoscenza delle soluzioni che altre realtà hanno elaborato per problemi comuni.
Attraverso questo progetto, docenti di scuole diverse si sono conosciuti e hanno costruito insieme nuovi percorsi e progetti europei, allargando la loro individuale collaborazione alle rispettive scuole e comunità, in un quadro di apprendimento permanente per tutti.
Per finire, il progetto ha dato l’opportunità di accrescere in maniera significativa le competenze digitali dei docenti coinvolti (vedere le cartelle Teachers’ S.O.S. e Useful web tools), offrendo loro nuove strategie per evitare l’isolamento.
Please explain what is unique or special in your project: 

Il nostro progetto è unico e speciale perché è stato il primo esempio di azione davvero continuativa ed efficace di una comunità di docenti europei.

E’ un progetto speciale perché ha aperto la strada ad altri: non solo sono state create partnership tradizionali tra i membri del progetto, ma anche il portale eTwinning si sta organizzando per rendere in futuro più facile la costruzione di percorsi per soli insegnanti.
E’ un progetto speciale perché ha dato risultati concreti e misurabili ed ha costruito rapporti che si sono mantenuti nel tempo. Lo scambio c’è stato davvero, la presenza è stata costante, il confronto diretto e senza pregiudizi, la crescita misurabile per tutti in termini di competenze acquisite, il patrimonio di buone pratiche raccolto e disponibile on-line. La cartella useful web tools è stata particolarmente utile per accrescere le competenze digitali dei docenti (e di riflesso quelle dei discenti).
E’ un progetto unico e speciale perché rappresenta una via di autoformazione di successo. Questo progetto dimostra che non è vero che i docenti non vogliono mettersi in discussione: anzi, sono ansiosi di farlo, purché in modo costruttivo e produttivo.
E’ un progetto utile perché, aiutando i docenti a confrontarsi, aiuta gli alunni ad ottenere dai propri insegnanti la strategia il più possibile individualizzata per venire incontro alle loro esigenze.
10. Risultati
Describe the results of your project as per today: 

Ciò che ci ha particolarmente soddisfatto del percorso LLT è la qualità e la quantità dei risultati, per la gran parte immediatamente verificabili.

Consideriamo già un risultato il fatto di aver coinvolto attivamente circa 70 insegnanti di tutta Europa in un percorso di collaborazione e confronto.
Un altro risultato tangibile è il patrimonio di buone pratiche raccolto nel TwinSpace e messo a disposizione di tutta la comunità educativa (ci sono link a siti d’interesse didattico, esempi di attività per le varie discipline e per differenti ordini di scuola, documentazione di progetti europei di successo, dettagliate spiegazioni di web tools utilizzabili in classe, schede di confronto tra i vari sistemi scolastici europei, ecc.).
Nel forum è testimoniato il costante scambio e confronto tra i docenti, nonché la sperimentazione in classe dei percorsi suggeriti, con evidenti ricadute sulla qualità della didattica.
Sono stati sperimentati percorsi condivisi in particolare in relazione a fenomeni di bullismoe, in altre circostanze, a casi di inserimento di ragazzi diversamente abili (cercando di trarre spunto dalle macroscopiche diversità dei sistemi scolastici europei in questi ambiti).
La maggior parte dei docenti, nel corso del monitoraggio, ha sottolineato che il progetto ha contribuito ad accrescere le rispettive competenze digitali.
Si sono creati rapporti di condivisione e fiducia tra i partner, che hanno portato alla nascita di ulteriori progetti a livello europeo (in questo senso LLT, inteso come luogo d’incontro/confronto, è stato fino ad ora un progetto particolarmente produttivo).
In che misura risponde ai bisogni degli utenti: 

Come evidenziato in precedenza, il fatto che il progetto risponda ad un ben preciso bisogno degli utenti – quello del confronto, dell’autoaggiornamento e della condivisione – è testimoniato dalla massiccia adesione di docenti nel corso dell’anno scolastico.

In questo senso, essendo noi stesse insegnanti, abbiamo cercato di rispondere al meglio al desiderio di conoscere la realtà lavorativa dei colleghi europei, far conoscere la nostra, e portare il dibattito sulla didattica ad un livello sovranazionale.
Dal monitoraggio di fine anno è risultato che i docenti sono stati coinvolti attivamente e si sono ritenuti soddisfatti dei risultati raggiunti. Il progetto ha risposto al bisogno di rinnovarsi, di trovare nuove strategie didattiche ed al tempo stesso mettere a disposizione degli altri i propri percorsi di successo. Da notare che alcuni “temi caldi”, come il bullismo, i problemi di comportamento, i percorsi per gli alunni diversamente abili, ecc., hanno animato il dibattito per molto tempo: non sempre sono state trovate soluzioni per le varie situazioni proposte, ma allo stesso tempo il progetto ha qui risposto al bisogno del docente di parlare, di non sentirsi solo con il proprio problema, di conoscere le strade tentate da altri, di trovare sostegno e suggerimenti utili.
Il progetto risponde al bisogno dei docenti di ottenere conferme sul fatto che la scuola non finisce dentro la scuola.
Anche il cercare di ampliare le competenze digitali dei docenti va in questa direzione: mettere gli insegnanti in grado di comunicare a livelli sempre più ampi, sia con i colleghi, sia con gli alunni.
Quanti utenti interagiscono con il progetto mensilmente e in quale modo: 

Gli utenti del progetto sono circa 70, tutti docenti o dirigenti. La frequentazione del TwinSpace è stata per molti quasi quotidiana. In particolare:

-          le amministratrici del progetto concordano le tematiche da trattare a scadenza indicativamente bimestrale; aprono sul TwinSpace la relativa cartella, approntando all’occorrenza questionari o form da compilare; attraverso la mailing list, comunicano con gli altri utenti, inviando una presentazione dell’argomento oggetto di dibattito; moderano il forum; controllano l’upload dei materiali; gestiscono i diritti di accesso; organizzano il monitoraggio e in base a questo provvedono a riorientare il percorso se necessario; tengono i contatti con i membri per la rilevazione di tematiche di interesse o di bisogni specifici;
-          gli utenti interagiscono sul forum, la chat, il blog; propongono gli argomenti da trattare, le proprie problematiche o suggerimenti; espongono i propri materiali, documentazioni di progetti, ecc.; intervengono nei monitoraggi; pongono all’attenzione dei colleghi percorsi di successo o situazioni problematiche;
-          i rispettivi Istituti sono coinvolti solo in quanto rappresentati dai docenti. E’ stato perciò semplicemente richiesto che ogni Istituto inserisse il progetto nel proprio documento annuale di offerta formativa (in Italia nel POF) per riconoscerne ufficialmente l’esistenza.
Descrivete in quale modo il progetto contribuisce a migliorare l'educazione e la formazione dei giovani: 

Il progetto contribuisce a migliorare l’educazione e la formazione dei giovani mettendo a disposizione degli insegnanti una più vasta gamma di strumenti e di strategie. In un momento in cui si vuol declinare l’istruzione a livello europeo, è di immediata evidenza quanto sia importante per i docenti avere una rete di contatti a livello sovranazionale. Ciò può facilitare anche eventuali esperienze di studio all’estero degli alunni, e al contempo contribuire alla diffusione delle priorità di Lisbona nella comunità educativa. Il progetto LLT vuole sostenere l’apprendimento permanente di insegnanti e studenti in dimensione sovranazionale, anche al fine di abbattere vecchi pregiudizi, sostenere i punti di forza e ridurre le fragilità dei sistemi educativi nazionali. Il tutto con dirette ricadute anche sulla “spendibilità” delle competenze acquisite dai giovani nel mondo del lavoro in Europa.

Gli insegnanti lavorano insieme proprio per cercare di affinare le proprie competenze, in modo da poter dare a tutti gli alunni (ciascuno con le proprie specificità, fragilità e predisposizioni) strumenti adeguati per affrontare il mondo del lavoro e per mettersi in relazione con gli altri, di varia provenienza geografica e sociale, in chiave costruttiva e senza pregiudizi.
Descrivete in quale modo il progetto ha ottimizzato la partecipazione di professionisti, ragazzi, giovani o altri soggetti: 

In questo caso i professionisti sono gli insegnanti (non si è ricorsi ad esperti esterni). La loro partecipazione è stata ottimizzata nella misura in cui ciascuno ha portato le proprie esperienze di successo e le proprie competenze, mettendole a disposizione dell’intera comunità.

I ragazzi sono intervenuti in maniera indiretta, in quanto ogni docente si è impegnato a sperimentare in classe almeno alcune delle attività proposte, rinnovando ed ampliando la propria didattica. La partecipazione dei ragazzi è stata ottimizzata in quanto sottoposta a regolare monitoraggio per la verifica dei risultati.
L’Istituto italiano ha inoltre realizzato due giornate divulgative sui progetti europei attivati, tra cui anche LLT, per favorire la diffusione delle esperienze e mettere al corrente dei percorsi intrapresi le scuole in rete e l’intera comunità.
Costanti rapporti sono stati tenuti con l’Agenzia Nazionale LLP, in particolare con l’azione eTwinning, i cui responsabili hanno offerto sempre supporto ed indicazioni su come sfruttare al meglio le opportunità di contatto offerte dal portale.
Descrivete in quale modo il progetto favorisce l'uso delle nuove tecnologie da parte di professionisti, ragazzi e giovani per lo sviluppo culturale e didattico: 

Il progetto si incentra proprio sullo sviluppo delle competenze digitali, prima nei docenti e poi nei discenti. Tutta la comunicazione e tutto lo scambio tra i partner è avvenuto per via informatica (non ci sono stati incontri in presenza). Sul forum sono presenti messaggi di docenti alle prime armi in ambito informatico, che hanno chiesto e ottenuto supporto dai colleghi più esperti. E’ stata creata un’apposita cartella, useful web tools, per mettere a disposizione di tutti gli strumenti informatici più utili in classe. Gli strumenti, le attività e le web quest proposte sono state utilizzate in classe dai docenti, diffondendone così la conoscenza. In sostanza, tutto lo sviluppo culturale e didattico è passato attraverso l’apprendimento digitale.

Descrivete i criteri che usate per misurate i risultati raggiunti dal vostro progetto: 

I criteri di misurazione dei risultati e dell’impatto del progetto sono quelli collegialmente individuati dall’Istituto italiano per la valutazione dei progetti europei. Naturalmente, vista la particolare struttura del progetto (rivolto principalmente agli insegnanti e solo indirettamente agli alunni) sono state necessarie alcune modifiche. .

Nel lungo periodo sono calcolati una serie di indicatori di efficacia ed efficienza:
- tasso di soddisfazione degli utenti (monitoraggio in itinere e sommativo)
- valutazione dell'indice di soddisfazione nel tempo
- tasso di partecipazione dei docenti (adesioni per anno)
- tasso di diffusione del progetto sul singolo Istituto (domande presentate/numero di insegnanti che non avevano presentato in precedenza domande).
 
Nel breve periodo si tiene conto del numero di docenti coinvolti, oltre che del tasso di soddisfazione dei partecipanti. Anche le attività in classe, con gli alunni, possono dare indicazioni sulla validità delle strategie applicate.
 
Va inoltre sottolineato che tutti gli indicatori utilizzati sul lungo periodo possono essere utilizzati anno per anno, quindi sul breve periodo, come fotografia spot della realtà in atto.
11. Sostenibilità
Indicate la durata complessiva del progetto: 
Da 1 a 3 anni
Indicate il costo di massima del vostro progetto (in Euro): 
Meno di 10.000
Come è finanziato il vostro progetto: 
Altro
Altro: 
Il progetto non ha praticamente costi, poiché lo spazio web fornito da eTwinning è gratuito e gli insegnanti mettono a disposizione il proprio tempo senza oneri per la scuola, a puro fine di collaborazione ed aiuto reciproco. Eventuali spese per materiali sono coperte dai rispettivi istituti.
Is your project economically self sufficient now: 
Si
Insert date: 
08/25/2008
12. Trasferibilità
Il progetto è stato replicato/adattato altrove: 
Si
Specifica: 

Siamo ancora ai primi esperimenti. In seguito al successo di LLT, ne sono stati aperti altri di collaborazione tra soli docenti. E’ previsto che, in autunno, il portale eTwinning si organizzi ulteriormente per venire incontro alle esigenze di collaborazione e contatto tra docenti.

Che cosa possono imparare altri soggetti dal vostro progetto: 

Possono imparare la validità dell’autoformazione, della condivisione tra docenti, del lavoro in team anche sovranazionale, dell’efficacia della comunicazione digitale. Possono imparare che un progetto ben strutturato e con amministratori fortemente motivati è in grado di gestire anche un gruppo molto numeroso di partner (cosa su cui nessuno o quasi avrebbe scommesso: all’inizio del progetto, persino i responsabili eTwinning ci avevano messo in guardia sulla difficoltà di gestire partner troppo numerosi!).

Siamo disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti: 
Siamo disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti.
13. Informazioni aggiuntive
Background: 

Il progetto è basato sul dialogo e sul confronto ed è nato dal dialogo e dal confronto. Le docenti che lo hanno ideato, Laura Maffei e Monika Kiss, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con colleghi europei sia attraverso il coordinamento di progetti (Cultura2000, Comenius, eTwinning), sia attraverso esperienze di mobilità. Negli ultimi anni, l’indirizzo politico a livello europeo è stato quello di incentivare gli scambi e le mobilità sia di alunni che di insegnanti. In un momento in cui l’Europa unita sembra nuovamente minacciata dagli interessi strettamente nazionali, sembra sempre più rilevante far “conoscere l’altro” a due categorie importantissime: gli studenti – l’Europa del futuro, e gli insegnanti – i formatori degli Europei del futuro.

Ciò che ci ha colpito delle esperienze di formazione all’estero è stato il contatto con i colleghi: il veder condivisi i nostri problemi, lo stupore di fronte alla diversità dei “programmi”, l’ansia di confrontare “cosa faccio, cosa fate”, il riconoscere perplessità ed emergenze comuni a cui gli Stati danno risposte diverse. Da qui il progetto LLT.
La scelta di eTwinning è stata dovuta certo alla facilità di contattare partner, ma anche, paradossalmente, al fatto che non fosse un’azione finanziata. Il progetto doveva essere a costo zero, fin dalla nostra prima ideazione. Chi lavora su eTwinning sa che non ci sono finanziamenti: si suppone quindi che sia interessato soltanto a migliorare la propria didattica e disponibile a mettere a disposizione gratuitamente il proprio tempo e le proprie idee.
Dopo le prime adesioni, c’è stato un torrente di idee, molte delle quali non sono ancora state affrontate del tutto. Lo faremo in futuro, ancora lavorando insieme.
Ostacoli: 

Non ci sono stati ostacoli di grosso rilievo, perché il progetto era stato presentato chiaramente ai potenziali partner, quindi chi ha aderito lo ha fatto con cognizione di causa. Più che ostacoli c’è stata fatica e qualche (inevitabile) pasticcio informatico. Certo, è stato faticoso e a volte macchinoso gestire il sito, rimediare ad accidentali cancellazioni, controllare l’upload dei materiali e distribuire i diritti di accesso, ma ci siamo ben divise i compiti tra amministratrici. C’è stato anche da gestire qualche “silenzio” di troppo, dovuto ai molti impegni dei docenti, specialmente in certi periodi dell’anno: ma nel complesso, ognuno ha dato il proprio contributo.

Soluzioni: 

Principalmente con la comunicazione: in un progetto del genere, basato sul confronto, il rischio maggiore è il silenzio. Nonostante il numero, siamo riuscite a comunicare regolarmente con la maggioranza dei partner e perciò a tenere vivi i contatti.

Future plans and wish list: 

Certamente pensiamo di proseguire l’esperienza, mantenendo le stesse modalità (proposta di riflessione – dibattito sul forum – schede di approfondimento – condivisione di materiali – sperimentazione in classe – monitoraggio). Per superare i problemi del TwinSpace, che non riesce a supportare materiali particolarmente pesanti, e che ha un forum un po’ macchinoso, pensiamo di appoggiarci ad una piattaforma esterna gratuita per il forum e l’upload (ad esempio forumfree), pur mantenendo la base virtuale su eTwinning. Alcuni colleghi hanno proposto di acquistare uno spazio web e l’idea è ancora in fase di dibattito, perché il mantenimento di un sito vero e proprio, non solo in termini economici ma di manutenzione, è piuttosto gravoso. Sarebbe anche interessante riuscire a fare un incontro in presenza, ma anche in questo caso c’è il problema del reperimento di finanziamenti. Per il momento, ogni insegnante si è impegnato a cercare sponsor o contatti per diffondere e disseminare il progetto e i suoi risultati, nonché per realizzare eventuali manifestazioni.

La nostra ambizione sarebbe allargare ulteriormente l’utenza e proseguire in questo scambio che nel corso dell’anno si è sempre rivelato proficuo. Se riusciremo ad organizzare un meeting in presenza sarà per noi motivo di grande soddisfazione: fino ad allora, ben venga la comunicazione digitale (con la buona volontà e l’appoggio delle comunità locali, il meeting si può sempre fare in videoconferenza!).
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Un gemellaggio elettronico per alunni di centri culturalmente ed economicamente ricchi, ma a rischio di isolamento: per imparare a interagire e comunicare con l&rsq

1. Sommario progetto
Sommario: 

Il progetto è nato da un’idea delle docenti Monika Kiss (Orczy István Általános Iskola - Ungheria) e Laura Maffei (Scuola Sec. di 1° grado  “Arnolfo di Cambio” - Italia). Dopo aver contattato i rispettivi Dirigenti, le docenti hanno creato una partnership tra gli Istituti, allargandola poi, dopo i primi buoni risultati, alle comunità di appartenenza (al progetto hanno infatti contribuito attivamente i Comuni di Casole d’Elsa e Szeged).

Il percorso, articolato come un “diario di bordo”, è semplice e flessibile: consiste nel far conoscere le classi delle due docenti attraverso scambi, prima informatici e poi fisici, in modo da condividere le attività quotidiane nella scuola e nella vita di un
ragazzo ungherese e di un ragazzo italiano. Le classi ungheresi studiano come lingue straniere Italiano ed Inglese, quelle
italiane studiano Inglese e Spagnolo. La comunicazione è avvenuta perciò in parte in Italiano, in parte in Inglese. Si è scelto di
iniziare con un progetto eTwinning poiché il portale in questione garantisce uno spazio sicuro e stimolante per i contatti
informatici tra gli alunni.
 
Il progetto si è basato sulla “RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006
relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente”, in particolare sulle competenze sociali e civiche, per rispondere
alle specifiche esigenze dei due Istituti. Si tratta di centri ricchi dal punto di vista artistico–culturale, ma che per la posizione
isolata tendono a concentrarsi solo su se stessi. Da qui l’intento di stimolare gli alunni a confrontarsi con altri e con la loro
differente cultura e tradizione. Punto focale del progetto è stato sviluppare, nel contatto tra ragazzi e tra le due comunità, la consapevolezza che chiudersi nel proprio ambiente, per quanto privilegiato, è limitante e discriminante: è necessario imparare
a riconoscere negli altri una risorsa e una chiave per leggere se stessi.
 
Il progetto, nei tre anni di sviluppo, è stato gestito dalle due docenti, Laura Maffei e Monika Kiss, ciascuna con le proprie classi
e con l’apporto di colleghi, famiglie, comunità. Sia in Italia che in Ungheria è stato realizzato ogni anno un incontro di
disseminazione dei risultati, alla presenza degli alunni, delle famiglie, delle autorità, di rappresentanti dei due Istituti partner. Essenziale è stato il contributo ed il supporto dell’Agenzia Nazionale LLP sia italiana che ungherese.
 
Ci sono stati diversi incontri tra le docenti e i rispettivi Dirigenti, in Italia e in Ungheria, e nel Dicembre 2008 è stata realizzata la “Settimana della Cultura Italiana in Ungheria” organizzata congiuntamente dalle scuole e dalle comunità. Non è stata solo
l’occasione per portare i ragazzi italiani in Ungheria, a conoscere dal vivo i loro partner fino ad allora “virtuali”, ma anche un
momento per promuovere la cultura, l’arte e l’artigianato della Toscana in Ungheria, visto che i Comuni, gli esperti, le
associazioni, i privati presenti sul territorio hanno offerto i loro prodotti e le loro competenze per mostre e per relazioni
alla presenza delle autorità. Al momento, continuano i contatti informatici tra i partner ed è prevista per il 2009 una analoga manifestazione con gli alunni ungheresi in Italia.
2. Paese (Città / Regione)
Stato: 
Italy
Città: 
Colle di Val d'Elsa (SI)
3. Nome dell'organizzazione che presenta il progetto
Organizzazione: 
Scuola Secondaria di 1° grado “Arnolfo di Cambio”
4. Tipo di organizzazione
Scegli tipo: 
Scuola
5. Coordinatore del progetto
Nome e Cognome: 
Laura Maffei
E-Mail: 
laura.maffei@istruzione.it
6. Website
Il sito web del progetto: 
http://twinspace.etwinning.net/launcher.cfm?lang=en&cid=9329
7. Selezionate la categoria di appartenenza del vostro progetto
Youth Education Project. Select Project Users by age: 
Fino a 15 anni
Inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: 
NOT Helping youth step in the job market
Creatività e Innovazione sociale: 
NOT in Creativity and Social Innovation
8. Da quando è funzionante il vostro progetto?
Da: 
29/09/2006
9. Obiettivi ed elementi di innovazione
Please explain the targets and the background of your project: 

Il progetto si è basato sulla “RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente”, in particolare sulle competenze sociali e civiche.

Ci ha colpito l’affermazione che tali competenze si basano “sull'attitudine alla collaborazione, l'assertività e l'integrità.
Le persone dovrebbero provare interesse per lo sviluppo socioeconomico e la comunicazione interculturale, e dovrebbero
apprezzare la diversità e rispettare gli altri ed essere pronte a superare i pregiudizi e a cercare compromessi”.
Sviluppare questo tipo di competenze nei nostri alunni, attraverso il contatto informatico, è stato il nostro primo obiettivo.
L’Istituto ungherese e quello italiano sono ubicati in due realtà apparentemente diverse ma per molti aspetti simili: Szeged è
una grande città, mentre l’Istituto italiano ha sede su tre comuni medio-piccoli: Colle Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli (Si).
La sede coinvolta, Casole d’Elsa, ha in comune con Szeged la ricchezza culturale e l’isolamento territoriale. Volevamo far capire
ai nostri alunni che non basta conoscere le proprie ricchezze, bisogna saperle mostrare agli altri e al contempo saper
apprezzare e comprendere le loro.
Gli obiettivi sono dunque sviluppare la curiosità e l’interesse per l’altro e per se stessi, la comunicazione interculturale, la
comprensione, lo spirito critico, le capacità di mediazione. Vogliamo anche creare un ambiente più accogliente per gli alunni
immigrati, visti come risorsa e non come peso, vogliamo dare a tutti le stesse opportunità educative.
Dal punto di vista delle discipline, l’obiettivo è sviluppare le competenze nell’uso delle TIC e delle lingue straniere, tanto più
rilevanti in territori come i nostri, a forte vocazione turistica. In questo senso, cerchiamo anche di garantire ai nostri alunni
migliori opportunità e maggior competitività per un futuro inserimento nel mondo lavorativo.
Come, e con quali mezzi cerca di raggiungere gli obiettivi prefissati: 

I mezzi fondamentali per raggiungere gli obiettivi prefissati sono:

- l’integrazione curricolare: data l’interdisciplinarietà del progetto, tutti i docenti dei Consigli di Classe aderenti sono stati
coinvolti per la propria disciplina. Si è inteso allargare il curricolo, dando dimensione europea alle attività normalmente previste.
Ogni docente ha privilegiato strategie che sviluppassero negli alunni interesse per la diversità, capacità di collaborazione,
conoscenza della realtà oltre il comune pregiudizio;
- il coinvolgimento della scuola e della comunità locale: la parola chiave del progetto è stata “cooperazione”, tra le due docenti organizzatrici, tra gli Istituti partner, tra alunni docenti e famiglie, tra scuola e territorio. Il progetto è stato approvato dal
Collegio dei Docenti, inserito nel POF e attivato dai Consigli di Classe interessati. Il coinvolgimento della comunità è il nostro
punto di forza: si sono tenuti regolari incontri tra genitori, alunni e docenti, Enti Locali, stampa e TV, associazioni. Si sono
realizzate giornate di divulgazione e incontri per l’allestimento delle settimane della cultura italiana e ungherese nei rispettivi
Paesi, organizzate congiuntamente dalla scuola e dalle due città;
- la collaborazione transnazionale: le due docenti responsabili mantengono un costante rapporto di scambio e condivisione di
idee, problemi, soluzioni. Si cerca inoltre di far lavorare i ragazzi direttamente con i proprio compagni dell’Istituto partner, in
particolare attraverso la creazione di gruppi di lavoro transnazionali che collaborano per via informatica;
- il monitoraggio: al termine di ogni tappa (indicativamente a scadenza semestrale) sono effettuati monitoraggi sugli alunni
(sia di soddisfazione che per la verifica delle competenze acquisite) e sulle famiglie (per la rilevazione di suggerimenti, problemi,
livelli di soddisfazione). Sono tenuti regolari incontri con le Autorità locali.
Quali opportunità/problemi affronta: 

Il problema che il progetto affronta è l’isolamento – non necessariamente l’isolamento fisico, ma l’isolamento culturale derivato da un atteggiamento, che troppo spesso i ragazzi assumono, di esclusione del diverso. Vivere in un ambiente ricco (da più punti di vista) spesso significa purtroppo isolarsi dal mondo esterno e “chiudere fuori” gli altri, danneggiando anche se stessi. Vogliamo combattere questo atteggiamento attraverso il nostro percorso. L’idea basilare è far comprendere ai ragazzi che l’altro (in questo caso il compagno di una nazionalità diversa) per tanti aspetti ci somiglia e per tanti altri no, ma conoscerlo è comunque un’opportunità per scoprire cose nuove, allargare le proprie prospettive e, perché no, farsi un nuovo amico.

Un altro aspetto dell’isolamento è quello dell’isolamento informatico: all’inizio del progetto, la sede italiana di Casole d’Elsa
aveva un solo pc collegato ad internet. Successivamente, grazie ai buoni risultati del progetto, l’Istituto e il Comune hanno
allestito un’aula computer vera e propria. Il problema da affrontare è stato far capire ad alunni e comunità che le TIC sono
uno strumento di comunicazione e non un optional didattico.
 
Come illustra il titolo del progetto, ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­“SHARING OUR WORLD - CONDIVIDERE IL MONDO”, il problema affrontato è quello dell’esclusione in tutti i suoi aspetti; l’opportunità è quella di conoscere e farsi conoscere, con ricadute positive in tutti gli ambiti, da quello socio-culturale a quelli più specificamente didattici.
Please explain what is unique or special in your project: 

E’ un progetto speciale perché si è allargato progressivamente dagli individui alla comunità, dalla scuola al territorio. Dalla collaborazione tra le docenti è nata quella tra le scuole, poi tra i ragazzi, poi tra i Comuni (si pensa addirittura ad un gemellaggio tra le due città), e infine tra tante persone non necessariamente appartenenti all’ambito scolastico (le famiglie, le associazioni, le aziende). Dalla collaborazione è nata la fiducia, e dalla fiducia l’amicizia.

Da questo primo semplice progetto ne sono nati altri (i due Istituti hanno in seguito condiviso un Comenius), sono scaturiti
rapporti tra le Università, tra le associazioni e tra le aziende locali.
 
E’ un progetto speciale perché tutti danno il proprio contributo (dagli alunni ai docenti ai Dirigenti all’Associazione Archeologica
che prepara depliant per illustrare i propri musei alle mamme che cuciono i vestiti per le rappresentazioni alle aziende che
offrono i loro prodotti per i partner).
10. Risultati
Describe the results of your project as per today: 

Per ciò che concerne i riconoscimenti legati all’azione eTwinning: quality label nazionale ed europeo, “progetto del mese” in Italia ed Ungheria, premiazione nella shortlist dei 6 migliori progetti europei agli European eTwinning Prizes 2008, pubblicazione di un estratto del progetto in “eTwinning: Adventures in language and culture” edito dall’Unità Europea eTwinning.

Per ciò che concerne le ricadute sui docenti: accrescimento della professionalità dei docenti, non solo in ambito informatico;
lavorando in équipe transnazionali, sono state condivise strategie per insegnare a gruppi eterogenei, elaborare approcci
pedagogici innovativi, creare percorsi comuni per evidenziare talenti e difficoltà degli alunni.
 
Per ciò che concerne le ricadute sugli alunni: i ragazzi hanno maturato comportamenti più consapevoli e collaborativi, in
un’ottica di inclusione che favorisca lo stare bene con sé e con gli altri. Al di là delle pur buone ricadute, specie in L2 e in
termini di competenze TIC, il traguardo più importante è stato l’aver costruito rapporti: l’identità culturale locale ha davvero
incontrato l’identità europea.

Per ciò che concerne gli Istituti e il territorio: si è creata una rete di contatti che favorisce la cooperazione sia a livello didattico che a livello imprenditoriale.

In che misura risponde ai bisogni degli utenti: 

Il progetto risponde al bisogno della scuola nel suo complesso (Dirigenti, alunni, docenti) di operare congiuntamente a livello locale ed europeo. Nella Proposta per l’Offerta Formativa è necessario essere integrati nel territorio e al contempo aprirsi all’Europa e al mondo.

Risponde al bisogno degli alunni di una scuola più dinamica e aperta, non legata esclusivamente alla lezione frontale ma a aperta ad una maggiore interattività.
 
Risponde al bisogno degli alunni di acquisire competenze linguistiche e informatiche spendibili in ambito lavorativo a livello europeo.
 
Risponde al bisogno delle famiglie di essere integrate nel percorso educativo dei figli, non solo come spettatrici ma come parte attiva.
 
Naturalmente, sappiamo che il nostro è solo un tentativo, uno stimolo, poiché non conosciamo il modo di rispondere pienamente a tutti questi bisogni; ma il nostro progetto vuol essere anche un passo verso la risposta ad uno dei bisogni più evidenti della nostra società: il bisogno di integrazione, che può venire solo dalla conoscenza reciproca. Dal “condividere il mondo”.
Quanti utenti interagiscono con il progetto mensilmente e in quale modo: 

 

-          Docenti responsabili: strutturano le tappe del progetto, concordano i tempi e le attività, gestiscono il sito, gestiscono i rapporti tra Istituti e Amministrazioni Comunali, gestiscono i rapporti con le famiglie, preparano e coordinano le attività con i ragazzi, tengono i contatti con le rispettive Agenzie Nazionali, concordano le attività di disseminazione, organizzano gli incontri, gestiscono il monitoraggio.
-          Docenti dei Consigli di Classe: indicativamente 10 per consiglio di classe (2/3 classi coinvolte per istituto a seconda degli anni). Ogni docente affronta le proprie discipline in chiave europea ed organizza attività volte a stimolare la curiosità o il confronto con la realtà del Paese partner.
-          Dirigenti: intervengono nella gestione dei contatti, nell’organizzazione degli eventi di disseminazione e degli incontri con i partner, nei rapporti con le Amministrazioni Comunali e con le aziende, e nella fase di monitoraggio.
-          Alunni: tengono la corrispondenza con i compagni del paese partner via e-mail, preparano presentazioni, lavorano nei gruppi nazionali e transnazionali assegnati per la realizzazione dei prodotti, preparano e caricano materiali sul sito, utilizzano gli strumenti del sito (forum, chat…) sotto la viglilanza dei docenti.
-          Famiglie: partecipano alle giornate di disseminazione, ai monitoraggi, all’allestimento degli eventi.
-          Amministrazioni Comunali, Associazioni, Aziende: interagiscono più raramente (indicativamente a scadenza semestrale) per valutare l’andamento del progetto e i termini della loro partecipazione.
Descrivete in quale modo il progetto contribuisce a migliorare l'educazione e la formazione dei giovani: 

Il progetto consente un coinvolgimento più attivo degli alunni, anche di quelli meno motivati o attenti durante le lezioni “tradizionali”: in questo caso, infatti, si tratta di utilizzare vie di comunicazione informatica (che esercitano sui ragazzi una notevole attrazione), per comunicare con qualcuno (c’è dunque non il semplice studio per lo studio, ma lo “studio per”: per conoscere nuovi amici, per parlare di me, per fare un viaggio in futuro, per imparare qualcosa che potrà trasformarsi in un mestiere…). I contenuti disciplinari passano attraverso attività più ludiche e quindi più coinvolgenti. L’uso dell’Inglese permette di coinvolgere anche gli alunni di lingua madre non italiana, consentendone un effettivo inserimento. Il saper padroneggiare le TIC e la lingua straniera viene a costituire un mezzo ed insieme un fine; inoltre, la lingua e gli strumenti informatici diventano un mezzo di socializzazione e di effettiva inclusione di tutti.

Da non trascurare la ricaduta, anche professionale, che queste competenze hanno sui ragazzi, in una realtà come la nostra a forte vocazione turistica.
Descrivete in quale modo il progetto ha ottimizzato la partecipazione di professionisti, ragazzi, giovani o altri soggetti: 

Per quanto riguarda alunni e docenti, la partecipazione è stata ottimizzata ricorrendo quando possibile al lavoro in team, anche transnazionale (per i ragazzi, acquisire competenze nel lavoro in team avrà un’evidente ricaduta anche in un futuro lavorativo).

Si è cercato di valorizzare le competenze e le predisposizioni di tutti e, specialmente in ambito informatico, si è spesso ricorsi ad attività che stimolassero “peer learning” e “Collaborative Learning” secondo le teorie del Prof. Sugata Mitra. I ragazzi, di fronte a un pc e con un compito da svolgere, si sono mostrati davvero capaci di “autoformarsi”, con risultati spesso sorprendenti.
Laddove possibile, si è fatto ricorso all’intervento di esperti, per illustrare ai ragazzi particolari aspetti del proprio territorio o della propria storia, che poi essi avrebbero dovuto presentare ai partner con semplici ausili informatici (power point, photo galleries, etc.).
Le associazioni e le aziende sono intervenute sia per dare suggerimenti (ad esempio come orientare la preparazione degli alunni per un futuro mercato del lavoro) sia per contribuire, insieme agli Enti Locali, al finanziamento di alcune attività.
Gli Enti Locali e la Stampa, sia locale che nazionale, sono stati regolarmente contattati per dare visibilità al progetto.
Descrivete in quale modo il progetto favorisce l'uso delle nuove tecnologie da parte di professionisti, ragazzi e giovani per lo sviluppo culturale e didattico: 

Tutte le attività, la comunicazione, la documentazione e l’organizzazione sono state realizzate per via informatica. I ragazzi sono stati incoraggiati ad usare gli strumenti forniti dal portale eTwinning (forum, chat, blog, etc) ed hanno avuto modo di utilizzare semplici programmi di scrittura, fogli di calcolo, archivio dati, gestione ed editing di audio ed immagini. Le attività e gli strumenti sono stati naturalmente rapportati alla fascia d’età degli alunni (11 – 13 anni per l’Istituto italiano, 7 – 16 per l’Istituto ungherese). Si è ricorsi a webquest, ricerche on-line, podcasting.

Oltre che sul sito eTwinning, le attività svolte ed i relativi risultati sono stati esposti dagli alunni sul sito di "A Spring for Europe" 2008 e 2009 e  sui siti:

http://orczyisk.extra.hu/etwinning.html

http://www.toscana.lafragola.kataweb.it/siena/medie/adicambiosedestacc-casoledelsa/index.html

http://stammibene.progettotrio.it/cda/stammibene/view/giornalino.jsp

Descrivete i criteri che usate per misurate i risultati raggiunti dal vostro progetto: 

Il fatto di aver realizzato diverse esperienze a livello europeo ci permette di strutturare una base dati significativa per la valutazione dei risultati.

Nel lungo periodo sono calcolati una serie di indicatori di efficacia ed efficienza:
- tasso di soddisfazione degli alunni, delle famiglie e dei docenti (monitoraggi semestrali)
- valutazione dell'indice di soddisfazione nel tempo
- tasso di partecipazione dei docenti (domande presentate/numero di insegnanti)
- tasso di diffusione del progetto (domande presentate/numero di insegnanti che non avevano presentato in precedenza domande)
- tasso di successo scolastico (promozioni alunni partecipanti al progetto/promozioni alunni non partecipanti).
 
Nel breve periodo si tiene conto soprattutto del numero di classi e docenti coinvolti, oltre che del tasso di soddisfazione dei partecipanti. Anche le regolari verifiche disciplinari possono dare indicazioni interessanti. Va comunque sottolineato che tutti gli indicatori utilizzati sul lungo periodo possono essere utilizzati anno per anno, quindi sul breve periodo, come fotografia spot della realtà in atto.
11. Sostenibilità
Indicate la durata complessiva del progetto: 
Da 3 a 6 anni
Indicate il costo di massima del vostro progetto (in Euro): 
Da 10.001 a 30.000
Come è finanziato il vostro progetto: 
Altro
Altro: 
visto che le attività si svolgono principalmente in ore curricolari, le spese per il personale sono molto ridotte e coperte dall’Istituto. E’ stato necessario finanziare il viaggio degli alunni in Ungheria, con co-finanziamento dei Comuni, della Scuola, di alcuni sponsor e delle famiglie.
Is your project economically self sufficient now: 
Si
Insert date: 
09/01/2008
12. Trasferibilità
Il progetto è stato replicato/adattato altrove: 
Si
Specifica: 

Visti i buoni risultati del progetto, sono stati effettuati incontri con le altre scuole del territorio per la disseminazione. Esperienze analogamente strutturate sono state avviate nella sede centrale del nostro Istituto, con scuole del Regno Unito e della Polonia. Nella sede di Casole d'Elsa è stato avviato un percorso analogo con la Repubblica Ceca.

Che cosa possono imparare altri soggetti dal vostro progetto: 

Potrebbero sfruttare i nostri punti di forza senza passare per gli errori che noi – essendo la nostra prima esperienza – abbiamo commesso.

Siamo in grado ora di organizzare un gemellaggio informatico in maniera flessibile ma ordinata; siamo in grado di sfruttare al meglio le sinergie scuola-territorio-famiglie; siamo in grado di rendere più efficace la progettazione e la collaborazione per via informatica.

Siamo disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti: 
Siamo disponibili ad aiutare altri soggetti a sviluppare progetti o a migliorare progetti esistenti.
13. Informazioni aggiuntive
Background: 

Il progetto è nato da un incontro della coordinatrice Laura Maffei con la collega Monika Kiss e dalla rilevazione un po’ stupita, da parte di entrambe, dell’affinità tra i nostri Istituti, le loro esigenze e le loro problematicità. Il progetto è molto semplice. Soprattutto all’inizio, l’ idea era di fare una sorta di diario di bordo informatico: due scuole che condividono le attività che fanno normalmente, alunni che mettono in comune le proprie esperienze quotidiane. Al momento, pensare qualcosa di più ambizioso non era proponibile, in quanto non sapevamo se sarebbe stato sostenibile nel tempo un progetto monografico, magari esclusivamente incentrato sulle TIC. Ho pensato dunque che fosse più facile seguire le attività già esistenti nella scuola. Tutto ciò anche per motivare i ragazzi: faccio quello che faccio normalmente per poi farlo vedere e raccontarlo ai partner. Via via che facevamo un’attività, nelle mie materie, italiano storia e geografia, e in quelle degli altri docenti disponibili, la raccontavamo attraverso il computer ai partner. Il progetto si chiama “condividere il mondo” proprio perché si tratta di condividere quello che si fa, per vedere quanto è simile e quanto è diverso. Lo avevamo costruito in maniera semplice sia per il livello dei bambini (io avevo una prima media, la collega ungherese dei bambini più piccoli), sia perché al tempo non c’erano molti strumenti TIC nelle rispettive sedi. L’idea era che il progetto crescesse con le competenze dei ragazzi, che inizialmente avevano pochissime competenze TIC.

Nel corso dei tre anni, abbiamo finalmente potuto porci mete più ambiziose: sono cresciuti i ragazzi, le loro competenze,
è cresciuta la consapevolezza delle famiglie, la visibilità della scuola, la nostra competenza come docenti nel gestire
partenariati europei e percorsi informatici, è cresciuta la disponibilità della Dirigenza e degli Enti Locali ad assecondare
questo tipo di percorsi.
Tutti i nostri lavori sono visibili sul sito: ciò che non si vede, o forse non del tutto, è l’entusiasmo che tutti i ragazzi, anche
quelli con qualche difficoltà in certe discipline, o quelli “difficili”, hanno posto nel realizzarli.
Ostacoli: 

La maggiore difficoltà iniziale è stata la mancanza di un’adeguata attrezzatura informatica (avevamo un solo computer collegato ad internet!). Ma anche qui, il progetto è servito a crescere: con l’entusiasmo dei ragazzi e i buoni risultati del primo la scuola ed il Comune si sono infatti convinti ad intervenire.

Non ci sono stati problemi per far accettare il progetto: l’adesione dei colleghi è stata volontaria, ed è comunque sensibilmente aumentata nei tre anni. L’adesione di ragazzi e famiglie è stata da subito concreta e propositiva.
Soluzioni: 

Con il dialogo, la disseminazione, la collaborazione. Se il progetto è conosciuto dalle famiglie, sempre più genitori chiedono che i loro figli possano partecipare e sempre più insegnanti chiedono di aderire; ciò accresce la visibilità della scuola e quindi del Comune; questo, a sua volta, rende il Comune, le aziende e la Dirigenza più interessate a promuovere il progetto stesso, innescando un circolo virtuoso.

Future plans and wish list: 

Il nostro obiettivo è sistematizzare l’esperienza e renderla fruibile e riproducibile non solo sulle tre sedi della nostra scuola, ma anche nelle scuole in rete. I partenariati europei per via elettronica costituiscono infatti una risorsa motivante per tutti gli attori coinvolti senza grosse spese.

Per quanto riguarda il progetto “Sharing our World – Condividere il Mondo”, pensiamo di continuare a svilupparlo, realizzando
 anche la “settimana della cultura ungherese in Italia”, per permettere anche ai ragazzi ungheresi di visitare il nostro paese, ed
alla città di Szeged di proporre i propri prodotti, dare visibilità alle proprie aziende, associazioni, realtà culturali. Anche stavolta,
avremo bisogno dell’appoggio degli Enti Locali, dei rispettivi Istituti e delle aziende-sponsor per contribuire a coprire le spese
di viaggio e soggiorno dei ragazzi.
Al termine del percorso, vorremmo realizzare una pubblicazione ed un kit guida per la gestione dei gemellaggi informatici.
 
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